
CAMPOBASSO – Anche in Molise il 2025 si chiude con un bilancio preoccupante sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Secondo i dati diffusi da CGIL e INCA Abruzzo Molise, gli infortuni denunciati all’INAIL sono stati 1.785, con un incremento di 29 casi rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma la persistenza di un problema strutturale, nonostante le numerose iniziative sindacali per rafforzare la prevenzione.
A livello provinciale, Campobasso registra 1.397 infortuni, 40 in più rispetto al 2024, mentre Isernia ne conta 388, con un lieve calo di 11 casi. Le donne coinvolte rappresentano il 38% del totale, mentre il 62% degli infortunati sono uomini. Per quanto riguarda la nazionalità, il 90% degli incidenti ha riguardato lavoratori italiani, il restante 10% stranieri.
I settori più colpiti in regione sono l’industria manifatturiera (11% degli infortuni), seguita da edilizia e sanità (entrambe al 10%) e agricoltura (9%).
Preoccupante anche il dato sugli incidenti mortali: cinque le vittime nel 2025, una in più rispetto all’anno precedente. Quattro decessi si sono verificati in provincia di Campobasso, uno in quella di Isernia. Tutti gli incidenti mortali hanno coinvolto uomini di età compresa tra i 26 e i 60 anni. Due lavoravano in agricoltura, due nell’industria e uno nell’edilizia.
“Questi numeri – sottolineano Francesco Spina, segretario CGIL Abruzzo Molise, e Mirco D’Ignazio, coordinatore regionale INCA – dimostrano che la sicurezza sul lavoro continua a essere considerata un costo da molte aziende, anziché un investimento. È urgente che politica e imprese si assumano le proprie responsabilità per fermare questa tragedia quotidiana”.
Il comunicato denuncia inoltre l’assenza di risorse dedicate alla sicurezza nella legge di bilancio e la mancanza di una strategia nazionale condivisa. Un appello forte, dunque, affinché la tutela della salute e della vita dei lavoratori torni al centro dell’agenda politica e istituzionale.
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