Consiglio regionale, apertura dedicata al Giorno del Ricordo: forte appello del Presidente Pallante

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CAMPOBASSO – Giorno del Ricordo, il Presidente Pallante in Consiglio regionale: “Un dovere storico e morale conservare la memoria delle foibe e dell’esodo giuliano‑dalmata”.

La seduta odierna del Consiglio regionale del Molise si è aperta con la commemorazione del Giorno del Ricordo, ricorrenza istituita dal Parlamento italiano con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 per onorare le vittime delle foibe e l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.

Il Presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante, ha guidato il momento commemorativo con un intervento intenso e articolato, richiamando il valore civile e istituzionale della memoria. Conservare e rinnovare il ricordo di quella tragedia, ha affermato, rappresenta per l’Assemblea “un dovere storico oltre che un impegno morale con la nostra coscienza di italiani”.

Pallante ha ricordato le migliaia di persone che trovarono la morte nelle foibe e le centinaia di migliaia di esuli costretti ad abbandonare le proprie case in Istria, Fiume e Dalmazia. Un dramma che, ha sottolineato, non sempre trovò accoglienza e comprensione nell’Italia del dopoguerra: molti profughi vissero infatti una lunga e dolorosa peregrinazione nei campi di raccolta disseminati lungo la penisola.

Oggi facciamo memoria di quelle donne, di quegli uomini, di quei bambini e di quegli anziani che soffrirono privazioni, oltraggi e umiliazioni”, ha dichiarato il Presidente, ricordando come violenze e persecuzioni furono alimentate da odio nazionalistico e politico. Un odio che, ha ammonito, continua purtroppo a manifestarsi ancora oggi in varie parti del mondo.

Da questa ricorrenza, ha proseguito Pallante, deve nascere un impegno concreto: impedire che qualcuno possa essere discriminato per la propria nazionalità, cultura o identità. “Solo avendo rispetto degli altri avremo realmente rispetto di noi stessi, del nostro passato, delle nostre tradizioni e dei nostri valori più sacri”.

Il Presidente ha concluso sottolineando l’importanza di guardare al passato con obiettività, riconoscendo gli errori compiuti da ogni parte. Una consapevolezza che, ha detto, rende un popolo più forte e capace di continuare a essere “faro di civiltà e fucina di idee e politiche che hanno dato vita a grandi conquiste democratiche, sociali e culturali”.

La commemorazione si è chiusa con un momento di raccoglimento dell’intera Assise regionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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