
VENAFRO – Un gesto intimo, un momento di raccoglimento davanti alla tomba di un familiare. E poi, al ritorno, l’amara sorpresa: l’auto forzata, gli effetti personali rubati, la sensazione di essere stati violati proprio nel luogo in cui si cerca conforto.
È quanto accaduto nelle ultime ore nei pressi del cimitero di Venafro, dove si moltiplicano le segnalazioni di furti ai danni delle auto parcheggiate.
L’ultimo episodio, denunciato ai Carabinieri, riguarda una donna che si era recata a far visita alla madre defunta. Al rientro ha trovato il cilindro della portiera forzato e l’abitacolo rovistato. Sono spariti documenti personali, tessera bancaria, denaro, la divisa da lavoro e altri oggetti privati. Un danno economico, ma soprattutto emotivo.
Secondo quanto riferito da cittadini e frequentatori abituali del cimitero, episodi simili non sarebbero isolati. Negli ultimi mesi si sarebbero verificati diversi furti con modalità analoghe, sempre nelle ore in cui le persone si recano a far visita ai propri cari.
La testimonianza raccolta è chiara e amara: “Non è giusto che chi va al cimitero per piangere un proprio caro debba poi subire un furto. È come piangere due volte.”
Il cimitero è uno dei luoghi più sensibili e simbolici di una comunità. Chi lo frequenta lo fa per ricordare, per pregare, per mantenere vivo un legame affettivo. Ritrovarsi vittima di un furto in quel contesto amplifica la ferita e genera un senso di insicurezza che non dovrebbe appartenere a un luogo di pace.
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