
CAMPOBASSO – Il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Roberto Gravina denuncia la decisione della Giunta regionale di “confermare un incarico dirigenziale da oltre 200.000 euro annui al direttore generale dott. Nucci, nonostante sia ormai certo che dal 1° marzo 2026 egli verrà collocato in pensione e non potrà più percepire compensi per incarichi pubblici”.
Aggiunge, poi, riferendosi alla delibera n.32 del 17 febbario 2026 “Una scelta amministrativa che solleva interrogativi immediati sulla sua legittimità, sulla gestione delle risorse pubbliche e sul rispetto delle norme vigenti.”
«Non è possibile ignorare – afferma Roberto Gravina – che la legge vieta a un soggetto in quiescenza di ricoprire incarichi retribuiti. Eppure, la Giunta sceglie di procedere ritenendo non sussistente, di fatto, un divieto chiaro e rafforzato negli anni da diverse pronunce della magistratura contabile».
La Giunta motiva la propria scelta richiamando la deliberazione n. 147/2025/PAR della Corte dei conti – Sezione controllo Lombardia. Ma la stessa pronuncia, insieme al parere n. 309/2020 del Consiglio di Stato, evidenzia che conferire incarichi retribuiti in prossimità della pensione può costituire un’elusione del principio di gratuità previsto dall’art. 5, comma 9, del D.L. 95/2012.
A chiarire ulteriormente il quadro interviene la sentenza n. 40/2024 della Corte dei conti – Sezione giurisdizionale Basilicata, secondo cui dal momento del pensionamento l’incarico deve diventare automaticamente gratuito, poiché qualsiasi prosecuzione onerosa determinerebbe un danno erariale.
“Per questo – continua Gravina – la situazione è netta: o l’incarico del dott. Nucci viene reso gratuito dal 1° marzo 2026, oppure deve cessare. Ogni altra soluzione può esporre la Regione Molise a rischi serissimi di illegittimità e a responsabilità dirette sulla gestione delle risorse pubbliche”.
Il consigliere Gravina ha quindi annunciato di depositare nelle prossime ore una mozione, chiedendone la discussione immediata nel prossimo Consiglio regionale, per impegnare la Giunta ad agire in autotutela e ricondurre l’incarico entro i binari fissati dalla legge.
“Difendere la correttezza amministrativa non è una scelta facoltativa – conclude Gravina – ma un dovere verso i cittadini molisani e verso la credibilità delle istituzioni regionali”.
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