
CAMPOBASSO – Il nuovo Piano Operativo Sanitario 2026-2028 è stato adottato dai commissari alla sanità lasciando una scia di polemiche e proteste.
Il documento programmatico che ridisegna la riconfigurazione delle strutture ospedaliere e della sanità regionale con una serie di tagli e riposizionamenti funzionali ma che dovrebbe consentire lo sblocco di 90 milioni di euro per ripianare una parte del deficit pregresso del comparto e ridisegnato, sulla scorta del Piano di rientro, rispetta la data del 28 gennaio come imposto dai Ministeri competenti ai quali è demandato, in un tempo fissato in 30 giorni, l’obbligo di valutarlo e osservarlo.
Ovviamente tra le tante novità apportate alla rete regionale c’è la riconversione dell’ospedale Caracciolo di Agnone che tramutato in ospedale di Comunità mantiene la funzione di pronto intervento, la rete dell’emergenza cardiologica comprendente un hub regionale a Campobasso e due spoke al “Veneziale” di Isernia e “San Timoteo” di Termoli con Utic ed emodinamica.
Ci sarà, quindi, la progressiva chiusura di un’emodinamica in esubero e un riallineamento dell’offerta di specie per adeguarsi a quanto richiede il Decreto ministeriale 70. Altre novità riguardano i punti nascita, uno in meno rispetto a oggi, a Isernia o Termoli. La scelta sarà ponderata sulla base di standard organizzativi e numerici, mentre per la Rete ictus, Campobasso rimane centro Hub con Stroke unit prevedendo il potenziamento della neuroradiologia interventistica e un’integrazione con le strutture presenti in regione già operanti ad alta e qualificata specializzazione.
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