
CAMPOBASSO – L’Università degli Studi del Molise si prepara ad accogliere un appuntamento di rilievo nazionale: il 1° Convegno annuale di Fitoalimurgia, in programma sabato 28 febbraio (9.30–18.00) e domenica 1° marzo (9.30–13.00) nell’Aula Magna del Campus di Vazzieri a Campobasso.
Una due giorni che intreccia scienza, cultura, tradizioni e sostenibilità, dedicata al mondo delle piante spontanee alimentari, un patrimonio antico che oggi torna al centro dell’interesse scientifico e gastronomico.
Il convegno rappresenta l’evento finale del progetto PRIN 2022 “FuD WE PIC – Functional and Biological Diversity and Habitat Assessment of Wild Edible Plants in Italy under Different Climate and Land-Use Change Scenarios”, dedicato allo studio della biodiversità e del valore ecologico delle specie alimurgiche in un contesto di cambiamenti climatici e trasformazioni del territorio.
L’iniziativa è organizzata dall’UniMol insieme alle Università di Palermo e Perugia e all’Associazione Italiana di Fitoalimurgia (AIF), con l’obiettivo di creare un dialogo interdisciplinare tra botanica, ecologia, storia, antropologia, nutrizione, agronomia e gastronomia.
Il comunicato ricorda come l’uso delle piante spontanee a scopo alimentare, un tempo considerato un retaggio della civiltà contadina, abbia oggi assunto un nuovo valore culturale, sociale ed economico. Le piante alimurgiche rappresentano infatti:
- un patrimonio culturale legato alle tradizioni rurali;
- una risorsa per la biodiversità e la tutela del paesaggio;
- un’opportunità per la nutrizione e la salutogenesi;
- un campo di sperimentazione per la gastronomia contemporanea;
- un settore con potenzialità ambientali e agronomiche.
Alle piante spontanee viene attribuita la duplice valenza del “cibo buono che fa bene”, in linea con stili di vita più sostenibili e con un crescente interesse verso alimenti naturali e a basso impatto.
Il convegno si propone come un momento di approfondimento ad ampio respiro, capace di restituire alla fitoalimurgia la sua dimensione più completa: non solo ambito specialistico, ma patrimonio vivo che unisce ambiente, cultura, ricerca e innovazione.
L’evento è aperto a:
- ricercatori e studiosi;
- operatori del settore agroalimentare e ambientale;
- portatori di saperi tradizionali;
- appassionati di flora spontanea, etnobotanica e cucina naturale.
Un’occasione per condividere ricerche, scambiare idee, avviare nuove collaborazioni e rafforzare quelle esistenti, in un contesto che richiede uno sguardo integrato capace di cogliere le relazioni tra ambiente, società, tradizioni e innovazione.
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