
CAMPOBASSO – Il Consiglio regionale del Molise ha approvato all’unanimità, nella seduta di questa mattina, una mozione condivisa da maggioranza e minoranza per chiedere interventi urgenti sul Piano Operativo Sanitario 2026-2028 e per tutelare i servizi sanitari essenziali sul territorio.
L’atto, presentato in aula dalla consigliera Micaela Fanelli, è stato sottoscritto da un ampio fronte bipartisan composto da 20 consiglieri regionali.
Nella parte motiva della mozione si ricorda che il 26 febbraio 2026 la Struttura Commissariale ha adottato il nuovo Programma Operativo, documento indispensabile per lo sblocco di circa 90 milioni di euro destinati al ripianamento del deficit sanitario regionale.
Tuttavia, il testo del POS prospetterebbe scenari di forte criticità per la rete dell’emergenza-urgenza e per la medicina territoriale, tra cui:
- la possibile cessazione di un laboratorio di emodinamica tra Isernia e Termoli entro dicembre 2026;
- la chiusura di uno dei due punti nascita attualmente sotto soglia;
- il declassamento dell’Ospedale di Agnone;
- la razionalizzazione delle ex Guardie Mediche all’interno delle Case di Comunità, con il rischio di indebolire ulteriormente l’assistenza nelle aree interne e montane.
La mozione sottolinea come il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, non possa essere subordinato a mere logiche numeriche o ragionieristiche, né ai parametri dei decreti ministeriali 70 e 77, senza considerare la particolare orografia e la bassa densità abitativa del Molise.
Con l’approvazione dell’atto, l’intera assise regionale impegna il Presidente della Giunta a intervenire con decisione presso tutti i livelli istituzionali competenti — Struttura Commissariale, Ministero della Salute e MEF — affinché:
- vengano evitati i tagli ai reparti di emodinamica e ai punti nascita;
- sia rivista la riorganizzazione della continuità assistenziale, garantendo una presenza sanitaria adeguata anche nelle zone interne;
- siano mantenuti i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) su tutto il territorio regionale;
- venga utilizzata la forza negoziale del Consiglio regionale, unito in tutte le sue componenti politiche, per ottenere deroghe specifiche basate sulle peculiarità territoriali del Molise;
- ogni interlocuzione con i tavoli romani sia condivisa in modo trasparente con l’intera assemblea.
L’approvazione unanime della mozione rappresenta un segnale politico forte: maggioranza e opposizione si schierano insieme per difendere la sanità pubblica molisana in una fase particolarmente delicata, segnata da scelte strutturali che potrebbero incidere profondamente sull’accesso ai servizi sanitari nelle diverse aree della regione.
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