
CAMPOBASSO – L’incertezza geopolitica continua a pesare sull’economia regionale, rallentando la propensione delle imprese molisane a investire e spingendole a privilegiare la liquidità per la gestione corrente.
È il quadro delineato dalla Commissione regionale Abi Molise, riunitasi oggi nel capoluogo e presieduta da Domenico Pizzi.
Secondo l’analisi, la domanda di credito resta debole, mentre le famiglie mantengono un’elevata propensione al risparmio. Nonostante ciò, i dati della Banca d’Italia confermano un sostegno bancario significativo al territorio: a novembre 2025 i prestiti complessivi ammontavano a 3,3 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi alle imprese e 1,7 miliardi alle famiglie. Le sofferenze lorde si attestano a 116 milioni di euro, pari al 3,5% dei finanziamenti, mentre i depositi raggiungono quota 7,6 miliardi, segnale di una fiducia stabile dei risparmiatori.
Nel corso della riunione, il presidente Pizzi ha ribadito la necessità di un’azione condivisa tra banche, imprese e istituzioni per valorizzare le risorse disponibili e sostenere i comparti strategici. Una strategia che, nelle intenzioni dell’Abi, deve puntare su innovazione, produttività e rafforzamento del tessuto economico locale.
Tra i temi centrali affrontati, anche la sicurezza delle filiali. Il settore bancario molisano continua a collaborare con Prefetture e Forze di Polizia attraverso i Protocolli di intesa per la prevenzione della criminalità, strumenti che integrano protezione fisica e difesa cyber.
L’Abi, tramite il proprio centro OSSIF, monitora l’applicazione degli accordi e dedica particolare attenzione alla protezione degli ATM, oggetto di analisi da parte di un Gruppo di Studio Tecnico che coinvolge esperti di pubblica sicurezza e aziende tecnologiche.
Un ulteriore approfondimento è stato dedicato alla transizione demografica, tema particolarmente sensibile per il Molise. Lo spopolamento delle aree interne, unito alla riduzione dell’occupazione e dei servizi essenziali, sta generando difficoltà crescenti nel reperire competenze e “talenti”, con un impatto diretto sulla competitività dei territori.
“È urgente – ha sottolineato Pizzi – una strategia collettiva di contrasto che incentivi innovazione, crescita e condivisione dei servizi”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA













