Demografia d’impresa, Confcommercio: “Il Molise resiste, ma i centri storici cambiano volto”. Campobasso e Isernia perdono oltre 220 negozi in 13 anni

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CAMPOBASSO – Il commercio tradizionale arretra, i servizi e la ristorazione avanzano. È la fotografia scattata dall’undicesima edizione dell’Osservatorio sulla demografia d’impresa di Confcommercio, che analizza l’evoluzione del tessuto economico in 122 città italiane dal 2012 al 2025.

Per Campobasso e Isernia il quadro è chiaro: i centri storici perdono attività, mentre cresce il peso dei pubblici esercizi e dei servizi legati al turismo.

Nel capoluogo regionale il commercio al dettaglio passa da 721 imprese nel 2012 a 567 nel 2025, con una contrazione di 154 unità.
Il centro storico è l’area più colpita: da 317 a 249 attività, con cali significativi in settori come:

  • abbigliamento e calzature: da 95 a 65 attività
  • mobili e ferramenta: da 41 a 25
  • edicole: da 7 a 6
  • tabacchi: da 14 a 7

In controtendenza, crescono ristoranti e attività ricettive fuori dal centro storico, segno di una trasformazione del tessuto urbano verso servizi e turismo.

Dinamica simile per il capoluogo pentro, che registra un calo del commercio al dettaglio da 353 a 281 imprese.
Nel centro storico le attività scendono da 157 a 122, con riduzioni marcate in:

  • esercizi non specializzati
  • prodotti alimentari
  • edicole (che nel 2025 risultano azzerate nel centro storico)
  • mobili e ferramenta

Anche qui, invece, crescono bar, ristoranti e attività ricettive, soprattutto nelle zone non centrali.

Nella graduatoria dei 122 comuni monitorati:

  • Isernia è al 91° posto con una flessione del -22,9%
  • Campobasso è al 97° posto con un -22%

Entrambe mostrano una resilienza leggermente superiore alla media dei capoluoghi del Sud, ma il fenomeno della desertificazione commerciale resta evidente.

Secondo l’Osservatorio, a soffrire maggiormente sono:

  • edicole
  • abbigliamento
  • mobili e ferramenta

A crescere invece:

  • ristorazione e pubblici esercizi, in linea con il trend nazionale (+19mila imprese)
  • attività legate ai flussi turistici
  • nuove categorie come rosticcerie–gelaterie–pasticcerie e profumerie–fiorai, che mostrano buona capacità di adattamento

Confcommercio Molise presenta alle amministrazioni locali le linee del progetto “Cities”, che punta a una gestione più moderna e coordinata delle città:

  • Patti di cittadinanza per sicurezza e qualità urbana
  • integrazione tra urbanistica e sviluppo economico
  • censimento e riutilizzo dei locali sfitti, anche con temporary store
  • tutela delle aree sensibili per evitare attività incongrue nei centri storici

«I dati dell’Osservatorio confermano che la vitalità delle nostre città dipende dalla presenza del commercio di prossimità» – afferma Angelo Angiolilli, presidente di Confcommercio Molise.
«Campobasso e Isernia hanno una struttura urbana che può ancora rispondere bene, ma servono interventi locali mirati. La crescita dei servizi e del turismo è un’opportunità, ma non dobbiamo permettere che i centri storici perdano la loro identità commerciale tradizionale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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