CISL Molise: “Senza investimenti veri la regione rischia di scomparire”. L’appello all’Europa: tornare a proteggere i territori fragili

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CAMPOBASSO – La CISL Molise lancia un appello netto e senza giri di parole: servono investimenti veri, strutturali e immediati per evitare che la regione venga “condannata a essere un territorio sacrificabile”.

È quanto emerge dal comunicato diffuso dall’organizzazione sindacale, che mette al centro il tema della giustizia territoriale e della necessità di un’Europa capace non solo di reagire alle crisi, ma di tornare a guidare lo sviluppo.

“Viviamo in un tempo in cui il Molise, più di altri territori, sente il peso di una rincorsa continua”, si legge nel documento, che denuncia ritardi cronici su infrastrutture, digitalizzazione, servizi pubblici e sicurezza energetica. “Senza investimenti veri in tecnologie, infrastrutture, sicurezza energetica e digitalizzazione, non c’è futuro possibile. Non per le imprese, non per i lavoratori, non per le comunità”.

La CISL parla di una fragilità strutturale che non è un destino, ma il risultato di scelte mancate. Ogni ritardo, sottolinea il sindacato, “pesa il doppio: sulle famiglie, sulle aziende, sui giovani che partono perché non vedono prospettive”.

Da qui la richiesta di un cambio di passo a livello europeo: “Un’Europa che protegge e rilancia significa proteggere il lavoro, non solo il mercato; proteggere i territori fragili, non solo le metropoli; rilanciare investimenti strategici, non rincorrere emergenze”.

Per il Molise, avverte la CISL, questa non è una questione marginale, ma “la differenza tra sopravvivere e avere un futuro”. Il sindacato ribadisce che “non c’è sviluppo senza giustizia territoriale” e che questa passa da investimenti capaci di mettere la regione “nelle condizioni di correre, non di rincorrere”.

Il compito della CISL, afferma il comunicato, è tenere insieme tre dimensioni: “difendere il lavoro, denunciare le storture, proporre soluzioni concrete che mettano al centro comunità, servizi, sicurezza, innovazione”.

Il messaggio più forte arriva nella parte finale: “O il Molise viene messo nelle condizioni di competere, oppure sarà condannato a essere un territorio sacrificabile. E noi questo non lo accetteremo mai”. Dietro ogni ritardo, ricorda la CISL, “ci sono lavoratori veri, famiglie vere, comunità vere”.

Una posizione che si traduce in un impegno preciso: “Siamo qui per rivendicare con forza che il Molise ha diritto agli stessi strumenti, alle stesse opportunità, alla stessa dignità del resto del Paese”.

Il Coordinatore AST CISL Molise, Antonio D’Alessandro, conclude con un monito chiaro: “Il Molise non può più vivere di emergenze né di promesse. Ha bisogno di investimenti, di visione, di un’Europa e di un Paese che tornino a proteggere e rilanciare, non a rincorrere”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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