Campobasso, Precetto Pasquale al Cardarelli: fede, cura e speranza nel cuore dell’ospedale

Campobasso, Precetto Pasquale, Cardarelli
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CAMPOBASSO – Una mattinata di raccoglimento, parole che toccano il cuore e un messaggio di speranza che attraversa i corridoi dell’Ospedale “A. Cardarelli”. Nella cappella del nosocomio regionale si è celebrato oggi il Precetto Pasquale, un appuntamento che ogni anno unisce pazienti, familiari e operatori sanitari in un momento di profonda spiritualità e condivisione.

A presiedere la Santa Messa è stato S.E. Mons. Biagio Colaianni, Arcivescovo di Campobasso-Bojano, che nella sua omelia ha rivolto un pensiero intenso a chi vive la fragilità della malattia e a chi, ogni giorno, sceglie di prendersi cura degli altri. Il presule ha invitato a non lasciarsi imprigionare dal dubbio, ma a trasformare la fede in gesto concreto, in presenza viva accanto a chi soffre. “La speranza – ha ricordato Mons. Colaianni – non è un’idea astratta, ma un atto di vicinanza. È la mano che si tende, è il coraggio di restare accanto nel momento più buio”.

Un messaggio che ha trovato eco nelle parole del Direttore Generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo, intervenuto al termine della celebrazione. Di Santo ha voluto ringraziare tutto il personale sanitario, riconoscendo la complessità del loro lavoro quotidiano, spesso segnato da situazioni emotivamente difficili. “Il confronto con pazienti e famiglie può essere duro – ha affermato – ma non dobbiamo mai dimenticare che davanti a noi ci sono persone che stanno vivendo un dramma. Comprenderlo è il primo passo per svolgere al meglio la nostra missione.”

Il Direttore ha poi affrontato con franchezza anche le criticità del sistema sanitario regionale, assicurando l’impegno costante della direzione nel migliorare condizioni e strumenti di lavoro. “Sappiamo che il contesto è complesso e talvolta contestato. Ma la nostra determinazione resta ferma: lavoriamo ogni giorno per mettervi nelle condizioni migliori per operare, perché il vostro servizio è il cuore pulsante della nostra sanità.”

La celebrazione si è conclusa in un clima di commozione e gratitudine, con un sentimento condiviso: la Pasqua al Cardarelli non è solo una ricorrenza liturgica, ma un richiamo a un impegno rinnovato. Un impegno che passa attraverso la competenza medica, certo, ma che trova la sua forza più autentica nella cura umana, nell’empatia, nella capacità di trasformare un luogo di cura in un luogo di speranza.

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