Made in Italy, Coldiretti Molise: “Sempre più Comuni approvano delibere contro l’inganno in etichetta”

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CAMPOBASSO – Cresce in tutta la regione il fronte dei Comuni che sostengono la battaglia di Coldiretti contro il Codice Doganale dell’Unione Europea, ritenuto responsabile di consentire l’utilizzo improprio del marchio Made in Italy su prodotti che di italiano hanno ben poco.

Secondo l’Organizzazione agricola, la normativa europea – che permette di etichettare come italiani prodotti la cui ultima trasformazione avviene nel nostro Paese – rappresenta un danno economico per le imprese agricole, un inganno per i consumatori e un vero e proprio furto d’identità ai danni degli agricoltori italiani.

Coldiretti Molise ha intensificato la propria azione sindacale, chiedendo a Comuni e Regione di approvare delibere a sostegno dell’abolizione o della radicale revisione del Codice Doganale.
“Abbiamo inviato una missiva a tutti i Sindaci e al Presidente della Regione Francesco Roberti – spiega il presidente regionale Claudio Papa – chiedendo di sostenere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine reale di ogni prodotto”.

Un appello accolto con favore: “Sono già una trentina i Comuni che hanno approvato la delibera”, sottolinea il direttore regionale Aniello Ascolese.

Coldiretti denuncia una lunga lista di prodotti che, pur non essendo italiani, arrivano sugli scaffali come se lo fossero:

  • Petti di pollo sudamericani panati in Italia e venduti come Made in Italy
  • Cosce di maiale olandesi o danesi trasformate in prosciutti tricolori
  • Carciofini egiziani e ortofrutta estera conservati in Italia e reimmessi sul mercato come italiani
  • Mozzarella prodotta con latte tedesco o polacco, o con cagliata ucraina
  • Sughi ottenuti da triplo concentrato di pomodoro cinese
  • Pasta prodotta con grano canadese trattato con glifosato

Un sistema che, secondo Coldiretti, alimenta anche il fenomeno dei falsi prodotti italiani all’estero, un mercato che vale ormai 120 miliardi di euro.

L’elenco cresce di giorno in giorno. Ad oggi hanno aderito:

Provincia di Campobasso

Bojano, Bonefro, Campomarino, Casacalenda, Civita Campomarano, Limosano, Mafalda, Montecilfone, Montenero di Bisaccia, Morrone del Sannio, Palata, Pietracatella, Portocannone, Provvidenti, Riccia, San Biase, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Sant’Angelo Limosano, Sepino, Spinete, Termoli.

Provincia di Isernia

Agnone, Capracotta, Castelverrino, Pescopennataro, Rionero Sannitico, Roccasicura, Sant’Angelo del Pesco, Sessano del Molise.

“È un malcostume consentito dall’Unione Europea – conclude il presidente Papa – che danneggia le nostre imprese e disorienta i cittadini. Ringraziamo i Comuni che hanno già deliberato e invitiamo tutti gli altri a sostenere questa battaglia di verità e trasparenza”.

Coldiretti Molise ribadisce che la difesa del Made in Italy non è solo una questione economica, ma un impegno culturale e identitario che riguarda l’intera comunità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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