
CAMPOBASSO – Il Molise torna a fare i conti con immagini che sembravano appartenere al passato. A 23 anni dall’alluvione del 2003, Coldiretti Molise lancia un appello urgente alla Regione affinché avvii immediatamente le verifiche per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, alla luce dei danni ingenti che il maltempo sta provocando in tutto il territorio.
Coldiretti ricorda come il 25 gennaio 2003 una vasta area compresa tra la diga del Liscione e Termoli fu sommersa dall’acqua dopo giorni di piogge torrenziali: abitazioni, aziende, strade, ferrovia e coltivazioni finirono sott’acqua; centinaia di animali morirono; lo stabilimento Fiat venne invaso dall’acqua e i dipendenti rimasero bloccati per ore. I danni stimati allora superarono il miliardo di euro. Oggi, avverte l’organizzazione agricola, quelle scene rischiano di ripetersi.
Gran parte del Basso Molise risulta già allagato: strade comunali, poderali, provinciali e statali sono interrotte, con la viabilità completamente in tilt. Le prime valutazioni degli uffici tecnici Coldiretti di Termoli, Larino e Montenero di Bisaccia parlano di una situazione particolarmente grave per colture orticole, cereali e foraggi, con centinaia di ettari sommersi e ricoperti da detriti.
Le condizioni climatiche attuali – piogge persistenti, elevata umidità e temperature sopra i 13-14°C – favoriscono lo sviluppo della peronospora, la stessa malattia che nel 2023 devastò i vigneti molisani. Coldiretti teme che l’emergenza possa estendersi anche alle produzioni frutticole e alle varietà precoci di uva, già in fase di allegagione.
Nell’interno regionale la situazione non è migliore: si registrano numerose frane e un dissesto idrogeologico diffuso, aggravato dalle precipitazioni eccezionali delle ultime ore. Gli uffici Coldiretti stanno ricevendo segnalazioni da imprenditori agricoli di molti comuni, mentre nell’Alto Molise neve e gelo stanno riportando il territorio a condizioni che ricordano gli inverni di decenni fa.
Il maltempo arriva in un momento delicatissimo per l’agricoltura: molte fioriture sono già in fase avanzata e il freddo improvviso rischia di azzerare la produzione, riducendo anche le fonti di nutrimento per le api, con conseguenze sull’impollinazione e sull’intero ciclo produttivo.
Alla luce di questo quadro, Coldiretti Molise chiede alla Regione di avviare subito le verifiche necessarie per valutare i danni e riconoscere l’eccezionalità dell’evento, così da attivare le misure compensative a sostegno degli agricoltori colpiti.
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