Maltempo, apicoltura in crisi: «Rischia di saltare la stagione»

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CAMPOBASSO – Piogge incessanti, vento forte, temperature rigide e perfino neve ad aprile. L’ondata di maltempo che sta investendo il Paese, con particolare intensità nel Molise, non sta solo creando disagi alla popolazione: rischia di compromettere in modo serio anche la produzione apistica appena iniziata.

A lanciare l’allarme è Miele in Cooperativa, associazione nazionale che rappresenta oltre 10.000 apicoltori italiani, preoccupata per gli effetti immediati e futuri di questa fase climatica anomala.

Secondo l’associazione, la situazione potrebbe assumere contorni drammatici, dove le condizioni meteo avverse stanno impedendo alle api di svolgere la normale attività di bottinatura, con ripercussioni dirette sulla produzione di miele e sulla sopravvivenza delle colonie.

Riccardo Terriaca, segretario generale di Miele in Cooperativa, parla senza mezzi termini di un comparto già provato da criticità strutturali e ora messo ulteriormente sotto pressione dal maltempo.
«La situazione sta già assumendo carattere emergenziale», afferma Terriaca. «Gli eventi meteorologici estremi degli ultimi giorni, effetto del cambiamento climatico in corso, possono potenzialmente mettere in ginocchio migliaia di apicoltori che, con fiducia, passione ed ottimismo, stavano approcciando la nuova stagione produttiva».

Il settore, ricorda l’associazione, è già alle prese con problemi cronici: l’ingresso di miele a basso costo e dubbia provenienza sul mercato europeo, l’alta mortalità delle colonie dovuta ai parassiti, l’inefficacia di alcuni trattamenti, la pressione dei predatori e l’inquinamento ambientale.

Per il territorio molisano, dove l’apicoltura rappresenta un presidio ambientale e produttivo di grande valore, l’allarme è particolarmente sentito. Le basse temperature e le precipitazioni continue stanno impedendo alle api di uscire dagli alveari, compromettendo la raccolta del nettare proprio nel momento cruciale dell’avvio della stagione.

Miele in Cooperativa chiede un intervento rapido e concreto da parte delle istituzioni competenti.
«L’intervento repentino delle istituzioni sarà fondamentale. Adoperarsi in tempi rapidi può fare la differenza», sottolinea Terriaca.

L’associazione auspica misure di sostegno immediate per evitare che migliaia di apicoltori subiscano perdite irreparabili e per tutelare un settore che, oltre al valore economico, svolge un ruolo essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi.

La produzione di miele non è solo un’attività agricola: è un indicatore dello stato di salute dell’ambiente. Le api, fondamentali per l’impollinazione, sono tra le prime a risentire degli effetti del cambiamento climatico. Proteggerle significa proteggere la biodiversità e la sicurezza alimentare.

Il maltempo di questi giorni è un campanello d’allarme che il mondo apistico chiede di non ignorare. Ora la parola passa alle istituzioni, chiamate a intervenire prima che la stagione 2026 venga irrimediabilmente compromessa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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