
CAMPOBASSO – Nel corso del Consiglio regionale convocato d’urgenza questa mattina, il consigliere Roberto Gravina del Movimento 5 Stelle è intervenuto sulle comunicazioni del presidente della Giunta Francesco Roberti in merito allo stato di emergenza determinato dagli eventi climatici che hanno colpito il territorio molisano.
Dopo aver ringraziato il presidente per l’informativa e riconosciuto il lavoro del personale impegnato nella gestione di una fase emergenziale complessa e prolungata, Gravina ha posto con forza la questione organizzativa che considera centrale per la fase che si apre.
«Lo stato di emergenza è stato deliberato dal Governo, i primi 20 milioni sono stanziati. Ma avere risorse non basta se non si costruisce la struttura giusta per usarle bene e in tempi utili. Molto sommessamente ritengo di poter affermare — ha dichiarato Gravina in aula — che avere un supporto tecnico e amministrativo per gestire una mole di finanziamenti che dovrà essere notevole, mettendo d’accordo soggetti istituzionali e produttivi, sia oggi più che mai indispensabile. Mi auguro che il presidente Roberti trovi il modo di condividere questa idea dell’unità tecnica speciale di supporto».
Un modello, quello che ricalca l’esempio adottato per la ricostruzione del ponte di Genova, che Gravina aveva già indicato nei giorni scorsi: composto da un’unità dedicata, con personale tecnico qualificato distaccato da pubbliche amministrazioni centrali e territoriali, capace di occuparsi sia della parte tecnico-progettuale che di quella amministrativa, con procedure snelle e mandato operativo chiaro, in modo da non pesare sulla dotazione organica, già ridotta, della Regione Molise.
Nella replica conclusiva, il presidente Roberti ha mostrato attenzione per quanto sostenuto da Gravina sull’impostazione da dare alla possibile organizzazione e gestione degli interventi futuri, segnale di una convergenza istituzionale che il consigliere del M5S auspica e considera come punto di partenza concreto per la ricostruzione del territorio e per il supporto da fornire a chi vive e lavora nelle zone più colpite dall’emergenza.
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