
CAMPOBASSO – Colpo di scena nell’inchiesta della tragedia di Pietracatella sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni e la figlia Sara, presso l’ospedale di Campobasso tra il 27 e 28 dicembre scorso per un sospetto avvelenamento da ricina, sostanza ancora tutta da confermare dalle analisi effettuate da un laboratorio specializzato di fuori regione, che arriveranno agli inquirenti a fine aprile.
L’avvocato Arturo Messere formalmente ha rinunciato ad assistere Gianni Di Vita marito e padre delle due vittime. Il legale campobassano, ad Ansa Molise, ha riferito “Rinuncio all’incarico per motivi contingenti, altro non posso dire”.
Intanto l’incarico è stato conferito dal Di Vita all’avvocato Vittorino Facciolla consigliere regionale del Pd che ha confermato come il procedimento penale rimanga a carico di ignoti.
Intanto la Squadra mobile di Campobasso guidata da Marco Graziano continua in maniera serrata le indagini e ad ascoltare in Questura testimoni e persone informate dei fatti.
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