Campobasso, presidio Salem in centro: il Movimento 4 settembre invia una lettera aperta alla sindaca Forte

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CAMPOBASSO – Il Movimento 4 settembre criticando i provvedimenti adottati della Questura per la manifestazione del 14 aprile nei pressi del Tribunale di Campobasso chiede un intervento della sindaca Forte per la gestione dell’ordine pubblico.

In una lettera così si rivolge alla prima cittadina di palazzo San Giorgio.

“Gentilissima sindaca ci rivolgiamo a Lei con profonda preoccupazione e con il senso di responsabilità che impone quanto sta accadendo in città in vista del presidio di solidarietà ad Ahmad Salem, previsto per martedì 14 aprile  davanti al Tribunale di Campobasso.

La decisione assunta dalla Questura, che attraverso un tavolo tecnico per la sicurezza ha disposto la chiusura delle strade del centro cittadino e, di fatto, una militarizzazione dell’area rappresenta un fatto grave e allarmante. Un provvedimento sproporzionato, immotivato e dal chiaro significato intimidatorio, che rischia di colpire non solo chi manifesterà, ma l’intera comunità cittadina, trascinando Campobasso dentro una rappresentazione emergenziale del tutto artificiale.

I precedenti parlano con chiarezza: davanti al Tribunale si sono già svolti due presidi pubblici senza tensioni, senza incidenti, senza alcun problema per l’ordine pubblico. Per questo appare evidente che non siamo di fronte a una misura dettata da reali necessità, ma a una scelta che alimenta paura, criminalizza il dissenso e tenta di isolare chi esprime solidarietà alla Palestina e a Ahmad Salem.

Per queste ragioni Le chiediamo di esprimere pubblicamente sdegno e preoccupazione per quanto deciso, prendendo posizione contro una gestione sicuritaria che mortifica il diritto democratico alla manifestazione e il libero esercizio delle libertà costituzionali.

Le chiediamo inoltre di rivendicare con forza il volto autentico della nostra città.

Campobasso non è una città da blindare contro chi manifesta pacificamente. Campobasso non è una città da trasformare in teatro di intimidazioni preventive. Campobasso è, e deve continuare a essere, una città democratica, solidale, antifascista, capace di confronto civile, di partecipazione e di rispetto dei diritti.

In un tempo in cui troppo spesso il dissenso viene trattato come un problema di ordine pubblico, crediamo sia fondamentale che le istituzioni cittadine sappiano distinguere tra sicurezza e repressione, tra tutela della convivenza democratica e compressione delle libertà fondamentali. Il silenzio, oggi, rischierebbe di essere interpretato come assenso.

Per questo ci aspettiamo da Lei parole chiare e una presa di posizione netta, all’altezza della storia democratica della nostra città e dei valori costituzionali che ogni amministratore pubblico è chiamato a difendere.

Campobasso merita rispetto. Campobasso merita di essere rappresentata come una comunità aperta e solidale, non come una città impaurita da chi alza la voce contro l’ingiustizia.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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