Greco (M5s) riapertura del ponte Sente: “Lo chiediamo da otto lunghi anni”

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CAMPOBASSO – Riapertura del ponte sente, Andrea Greco del M5S ripercorre le iniziative suggerite anni addietro ma solo ora  adottate.

“Dopo otto lunghi anni di attese, sollecitazioni e richieste rimaste inascoltate, si parla di riapertura del Ponte Sente: un approdo tardivo a una direzione che personalmente avevo indicato con insistenza da tempo. Sul tema, non c’è stata una svolta politica: c’è stata, semmai, la resa dei conti con una realtà che per troppo tempo qualcuno ha finto di non vedere.

Se oggi si mette in moto la macchina delle verifiche tecniche con Anas, Protezione civile e istituzioni territoriali – commenta Greco -,  è perché questa battaglia era fondata. Ho depositato non so quanti atti in Consiglio regionale, l’ultimo il 10 aprile scorso, in cui ho chiesto esattamente questo: un tavolo straordinario, una valutazione aggiornata dello stato del viadotto e l’esame di soluzioni emergenziali, anche parziali e contingentate, per restituire dignità a un territorio stritolato dall’isolamento.

Abbiamo sempre insistito sulla riapertura in sicurezza del viadotto. Un aspetto che, da solo, racconta molto delle responsabilità di chi avrebbe dovuto intervenire e non lo ha fatto. Arriverà quindi anche il tempo di fare chiarezza sui 40 anni di mancata manutenzione, quelli che hanno di fatto portato alla situazione che viviamo oggi.

Per anni il Ponte Sente è rimasto il simbolo di una ferita aperta tra Alto Molise e Alto Vastese. Una frattura che ha inciso sulla vita quotidiana delle persone, sui servizi, sulla sanità, sulla scuola, sul lavoro – ha continuato Greco -. Eppure, chi denunciava questa condizione veniva spesso relegato ai margini del dibattito, come se il problema fosse secondario, o peggio come se l’attesa potesse essere considerata una soluzione.

Adesso, improvvisamente, ci si muove. Ed è positivo che accada. Ma è necessario essere chiari: non si tratta di un regalo, né di un sussulto di sensibilità istituzionale. È piuttosto la conferma che le richieste avanzate in questi anni erano giuste, e che solo l’emergenza idrogeologica ha imposto di affrontare la questione.

Insomma, se oggi si arriva a valutare perfino una riapertura parziale e regolata, come sostenuto negli ultimi otto anni, significa ammettere che il territorio non poteva restare sospeso nell’immobilismo. E questa ammissione chiama in causa precise responsabilità.

Il Ponte Sente resta una questione di dignità civile. E se per arrivare fin qui è servito il maltempo, allora la domanda politica resta una sola: quante altre emergenze dovremo subire prima che le istituzioni facciano il proprio dovere?”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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