
POZZILLI – La sfida della medicina di precisione entra nel vivo al Neuromed.
Nella sede dell’I.R.C.C.S. di Pozzilli si è svolta la tavola rotonda “Dai dati clinici ed epidemiologici alla medicina di precisione”, organizzata in collaborazione con la LILT nell’ambito del progetto HEAL Italia, uno dei partenariati estesi finanziati dal PNRR. Un appuntamento che ha riunito ricercatori, clinici e rappresentanti delle istituzioni sanitarie per discutere il futuro di un approccio alla salute sempre più personalizzato e basato sull’integrazione dei dati.
HEAL Italia punta a mettere in relazione dati genetici, clinici ed epidemiologici per migliorare prevenzione, diagnosi e trattamenti. «Il progetto promuove un approccio sempre più orientato alla prevenzione», ha ricordato Laura Leonardis, Executive Director della Fondazione HEAL Italia, sottolineando il ruolo strategico della ricerca nella costruzione di modelli predittivi più accurati.
Il cuore del confronto è stato il passaggio da una medicina basata su modelli generali a una capace di adattarsi alle caratteristiche individuali. «Lo scopo è passare dalla medicina classica alla medicina di precisione, cucita sulle caratteristiche delle singole persone», ha spiegato Licia Iacoviello, responsabile scientifico del progetto per il Neuromed.
Un cambiamento che richiede l’integrazione di competenze diverse – dall’epidemiologia alla ricerca di base – per comprendere i meccanismi comuni alle principali malattie croniche e trasformarli in strumenti utili per la clinica.
Il Neuromed porta in dote un patrimonio di dati unico, come lo studio Moli-sani, che ha coinvolto 25.000 cittadini molisani e permette di indagare le basi comuni di patologie cardiovascolari, tumorali e neurodegenerative.
Accanto alla medicina di precisione, si sviluppa la prevenzione di precisione, costruita sul singolo individuo grazie a grandi database e strumenti di intelligenza artificiale. «Così è possibile prevedere meglio il rischio e individuare i fattori su cui intervenire in modo mirato», ha aggiunto Iacoviello.
Durante la tavola rotonda si è discusso del ruolo dell’epidemiologia nella costruzione dei modelli di rischio, della traduzione dei risultati nella sanità pubblica e delle prospettive del drug design personalizzato.
Ampio spazio è stato dedicato all’oncologia, dove la profilazione genetica dei tumori sta già orientando le scelte terapeutiche, con la necessità di trasferire queste innovazioni nella pratica clinica e nei servizi territoriali.
Tra gli sviluppi futuri, HEAL Italia punta a rendere operative le conoscenze acquisite, ad esempio attraverso l’uso di indicatori genetici per migliorare gli screening oncologici e identificare sottogruppi di popolazione a rischio.
Un percorso che mira a diffondere la cultura della prevenzione e della medicina di precisione tra professionisti sanitari, studenti e cittadini.
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