
CAMPOBASSO – Centinaia di agricoltori molisani, insieme a sindaci e amministratori locali, hanno manifestato oggi davanti a Palazzo del Governo a Campobasso per denunciare il crollo ingiustificato del prezzo del grano duro e dell’olio extravergine d’oliva.
Un presidio che si inserisce nella mobilitazione nazionale di Coldiretti, scesa contemporaneamente in piazza in 13 capoluoghi italiani, dalle grandi città del Sud fino al Nord.
Il presidente regionale Claudio Papa ha parlato di “speculazioni e inganni che mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole”, già provate dall’aumento dei costi legato alla guerra in Iran. Il direttore regionale Franco Dell’Acqua ha denunciato “vergognosi tentativi di strozzare le aziende, pagando il grano sotto trebbiatura a 19 centesimi al chilo, mentre pasta e pane costano rispettivamente 2 e 3 euro al chilo”.
Il distretto dell’Olio Evo Molisano è tra i simboli di un settore in crisi: nell’ultimo anno il prezzo dell’olio è crollato del 50%, mentre i costi di produzione sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro. “I conti non tornano – ha ribadito Papa – perché c’è chi trucca l’origine nascondendosi dietro il Codice Doganale. Va cancellata la norma sull’ultima trasformazione sostanziale”.
“Diciannove centesimi al chilo è un insulto intollerabile”, ha dichiarato Giacinto Ricciuto, presidente provinciale di Coldiretti Campobasso. Gli ha fatto eco il collega di Isernia, Mario Di Geronimo, che ha denunciato “trafficanti di grano pronti a comprare fatture da aziende compiacenti per far diventare italiano grano estero”.
Al termine della protesta, il Prefetto Michele Lattarulo ha ricevuto un manifesto con le richieste di Coldiretti:
- più ispezioni e controlli innovativi (risonanza magnetica e mappatura isotopica) per fermare le frodi sull’origine;
- applicazione della legge contro pratiche sleali e vendite sotto costo;
- divieto di miscelazione tra olio extravergine e sottoprodotti trattati;
- fatturazione obbligatoria delle olive per garantire tracciabilità;
- stop all’olio a dazio zero dalla Tunisia e al traffico di perfezionamento attivo;
- esclusione dalla Cun Grano di commissari in conflitto di interessi;
- messa a disposizione immediata di 40 milioni per abbattere i costi di produzione.
Il vicepresidente regionale Adamo Spagnoletti ha richiamato l’attenzione sul grano al glifosate importato via nave: “Una molecola che genera cancro, soprattutto nei bambini. Non è più accettabile continuare a importare ciò che in Europa è vietato”.
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