
MACCHIA D’ISERNIA – Prosegue il percorso di Terracielo 2.0, il museo a cielo aperto promosso dal Comune di Macchia d’Isernia, con una nuova installazione che intreccia arte, memoria e paesaggio.
Dopo Beatrice Mastrodonato, è la volta dell’artista molisano Ettore Marinelli, che presenta l’opera “Tauros nel Vento” nella suggestiva cava dismessa di Santa Maria.
Il pannello metallico raffigura una figura zoomorfa essenziale, divisa in fasce, con campane poste nella parte inferiore. Queste ultime, mosse dal vento, producono un suono sempre diverso, trasformando la scultura in un corpo vivo e sonoro. “Ho scelto una figura arcaica legata alla terra e agli animali – spiega Marinelli – perché volevo che l’opera fosse attraversata dal paesaggio e dal vento, capace di vivere e cambiare nel tempo”.
Il richiamo alla Fonderia Marinelli di Agnone, storica eccellenza familiare, si intreccia con la sperimentazione contemporanea. La direttrice del museo, Carmen D’Antonino, sottolinea: “La scultura non resta immagine muta, ma diventa corpo sonoro, ponte tra memoria artigiana e paesaggio molisano”.
Il direttore artistico Antonio Pallotta ribadisce la vocazione collettiva del progetto: “Questo luogo dove la terra incontra il cielo è il ‘mio museo’, ma appartiene a ciascuno di noi. Può continuare a esistere solo se tutti lo sentono come proprio”.
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