Distretto tecnologico, Primiani (M5s) “Nostra proposta ferma da anni, ma spunta Neurotech 4.0”

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CAMPOBASSO – Sulla proposta di legge per l’istituzione di un distretto tecnologico e dell’Internet of Things al servizio del Molise – delle imprese, dei giovani, della ricerca e dell’innovazione diffusa – che risulterebbe ferma in Regione, prende posizione il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Angelo Primiani.

Il consigliere sottolinea come l’iniziativa rappresenti una soluzione pensata per mettere a sistema il territorio, creare opportunità, attrarre investimenti e costruire una vera filiera regionale dell’industria 4.0. In altre parole, un progetto capace di trasformare il Molise in una piccola Silicon Valley d’Italia, mentre l’orientamento della Regione sembra essere stato diverso.

“Quella proposta è rimasta ferma, – dice Primiani in un nota stampa – senza la volontà politica e il coraggio di trasformarla in una priorità per la nostra terra.Oggi, invece, scopriamo che quando il progetto ruota attorno a Neuromed la macchina regionale corre. La Regione, con una delibera di alcuni giorni fa, ha approvato infatti in via definitiva l’Accordo di rete ‘Campus Neurotech Molise 4.0’ mettendo nero su bianco alcuni fatti politici molto chiari: l’unica manifestazione di interesse arrivata alla Regione è stata quella di IRCCS Neuromed; è Neuromed ad aver trasmesso anche lo schema di Accordo di rete; ed è ancora Neuromed il soggetto individuato come attuatore degli interventi infrastrutturali previsti nell’ambito del Campus.

Insomma, mentre una proposta pubblica e generale per l’innovazione del Molise viene lasciata marcire nei cassetti della regione, per un’operazione costruita attorno a un soggetto privato i soldi si trovano, gli atti si approvano e la struttura prende forma in un batter d’occhio.

C’è poi un altro punto che considero gravissimo sul piano politico.

Il tema, dunque, non è essere contro la ricerca, contro l’innovazione o contro Neuromed. Il tema è un altro ed è squisitamente istituzionale: perché una proposta di respiro pubblico, regionale e aperta a tutte le aziende può restare ferma per anni, mentre quando si presenta un soggetto privato forte la Regione si adegua rapidamente all’impianto già costruito?

Quello che contesto è il metodo. La scelta è legittimata formalmente dagli atti, ma è politicamente discutibile, perché consegna la centralità dell’operazione a un soggetto privato invece di partire da una visione autonoma e pubblica della Regione.

Continuo a credere – conclude Primiani –  che il Molise abbia bisogno di un ecosistema dell’innovazione aperto e plurale. Allora la domanda sorge spontanea: perché la Regione non ha avuto la stessa determinazione nel realizzare un distretto davvero regionale, pubblico, trasparente e accessibile all’intero sistema produttivo?”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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