CAMPOBASSO – Dal 26 al 30 agosto 2026 all’Istituto Alcide Cervi in Emilia torna la Scuola di Paesaggio «Emilio Sereni», diretta dal prof. Rossano Pazzagli e realizzata in convenzione con l’Università degli Studi del Molise.
Cinque giorni di lezioni, laboratori, uscite sul territorio, presentazioni di libri, mostre e momenti di confronto dedicati al paesaggio agrario e alle sue trasformazioni.
Giunta alla sua XVIII edizione, la Scuola rappresenta ormai un riferimento per studiosi, professionisti, amministratori e studenti interessati al paesaggio, all’agricoltura e al territorio. Intitolata a Emilio Sereni, padre dello studio del paesaggio agrario italiano, si svolge in collaborazione con quindici università italiane, tra cui UniMol, e con il patrocinio di numerosi enti nazionali del settore agricolo, ambientale e della ricerca.
Il titolo scelto per questa edizione è anche un programma di lavoro: analisi, azione e politiche per ricostruire relazioni virtuose tra società e ambiente, nel solco dell’eredità di Sereni. «La Scuola – sottolinea il prof. Pazzagli – rafforza l’impegno e l’interesse del nostro Ateneo per le tematiche del paesaggio, che in questa edizione saranno affrontate con particolare riferimento alle trasformazioni produttive e insediative».
Ad aprire i lavori saranno la presidente dell’Istituto Cervi Vasco Errani e il direttore della Scuola Rossano Pazzagli. Seguirà la Lectio magistralis dell’attore Marco Paolini dal titolo “Atlante delle rive: un teatro corale nel nome dei fiumi”.
Gli allievi potranno partecipare a laboratori guidati e a un’uscita sul territorio che quest’anno si svolgerà a Bardi (Pr) e nei paesaggi culturali dell’Appennino. Tra i docenti anche la prof.ssa UniMol Monica Meini. La Scuola prevede crediti formativi per studenti e professionisti.
Le iscrizioni sono già aperte. Il programma completo e tutte le informazioni sono disponibili sul sito Istituto Cervi oppure scrivendo alla mail: biblioteca-archivio@emiliosereni.it.
Un’edizione che si annuncia ricca di contenuti e di stimoli, capace di intrecciare discipline diverse – dalla storia all’ecologia, dalla geografia all’antropologia – per alimentare una vera e propria coscienza di paesaggio, come invitava Emilio Sereni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA













