Il segretario generale della UIL Molise, Gianni Ricci, ha sottolineato come il Rapporto restituisca l’immagine di un welfare chiamato a trasformarsi profondamente. “La riforma della disabilità e della non autosufficienza – ha dichiarato – rappresenta un cambiamento culturale positivo, ma occorre passare dai principi all’attuazione concreta, con risorse strutturali, personale qualificato e una reale integrazione tra Regione, Asrem, Ambiti sociali e Comuni”.
La segretaria generale della UIL Pensionati Molise, Tecla Boccardo, ha richiamato l’attenzione sulla condizione della popolazione anziana: “Quando parliamo di non autosufficienza non discutiamo di un tema astratto. Parliamo della vita quotidiana di migliaia di persone e delle loro famiglie. Nei piccoli centri la situazione è ancora più complessa, perché molti figli vivono fuori regione e non possono garantire una presenza quotidiana”. Boccardo ha aggiunto anche un riferimento personale: “Mi prendo cura di mia madre anziana e so quanto sia difficile conciliare affetto, responsabilità e accesso ai servizi”.
La UIL esprime preoccupazione per il rinvio della sperimentazione della riforma al 2027 e della piena entrata a regime al 2028. “Il tempo delle procedure non coincide con quello delle persone anziane”, ha osservato Boccardo. Ricci e Boccardo hanno ribadito che il Molise, proprio per le sue caratteristiche demografiche e territoriali, può diventare un laboratorio di welfare di prossimità, a patto che vi sia una regia pubblica forte, risorse certe e un confronto costante con sindacati, associazioni e Comuni.
“La qualità del welfare – hanno concluso – non si misura dalle riforme approvate, ma dalla loro capacità di entrare nelle case, nei paesi e nella vita quotidiana delle persone. È su questo terreno che il Molise e l’intero Paese dovranno dimostrare di saper garantire dignità, assistenza e uguaglianza dei diritti”.