Secondo il decreto, “la prevista chiusura del Punto Nascita di Isernia potrebbe cagionare rischi e danni per la salute di partorienti e nascituri, in particolare per i casi di gravidanze a rischio, parti prematuri o altre minacce alla salute di gestanti e nascituri”. Una motivazione che conferma la necessità di garantire la tempestività dell’accesso a un presidio specialistico.
La sospensiva era stata richiesta dal Comune di Isernia insieme alla Provincia e ai Comuni di Venafro e Sesto Campano, assistiti dagli avvocati Michele Lioi e Stefano Viti. Nel ricorso, notificato lo scorso 3 luglio, erano stati evidenziati profili di illegittimità e gravi rischi per la salute delle partorienti. La camera di consiglio per il giudizio cautelare collegiale è fissata per il prossimo 2 settembre.
Il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, ha espresso soddisfazione per la decisione del Tar, definendola “l’ennesima a tutela della sanità pubblica molisana”. Allo stesso tempo ha sottolineato l’amarezza per una politica “incapace di dialogare con i territori e di tutelare il diritto alla salute”. Castrataro ha parlato di “fallimento di un sistema che continua a calare scelte dall’alto” e di “sconfitta di una classe politica che sta contribuendo allo smantellamento della sanità pubblica della provincia e della regione”.