Quest’anno l’attenzione è rivolta al rapporto tra cervello e sonno. Durante il riposo, infatti, il cervello non si ferma ma attiva processi vitali: riordina i ricordi, elimina sostanze di scarto accumulate durante la giornata e preserva le funzioni cognitive. Una corretta “igiene del sonno” diventa quindi fondamentale per prevenire disturbi e patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer, spesso legate a un sonno di scarsa qualità.
“Una corretta informazione è fondamentale sia per riconoscere i disturbi del sonno sia, più in generale, per favorire la prevenzione delle malattie neurologiche” – spiega il professor Andrea Romigi, Responsabile del Centro di Medicina del Sonno di Neuromed e docente presso UniCamillus. Romigi sottolinea come alcuni disturbi del sonno possano rappresentare segnali precoci di malattie neurodegenerative: il disturbo comportamentale del sonno REM, ad esempio, può manifestarsi anni prima della comparsa del Parkinson o di alcune forme di demenza.
La ricerca è oggi impegnata nell’individuare marcatori che permettano di riconoscere le persone più a rischio, così da intervenire tempestivamente con terapie mirate. Lo stesso principio vale per patologie come la sclerosi multipla, dove la diagnosi precoce consente di rallentare la progressione della malattia.
Il messaggio della giornata è chiaro: la salute del cervello si costruisce attraverso la prevenzione e la consapevolezza dei primi segnali di malattia. “Prendersi cura del cervello – conclude Romigi – significa investire nella qualità della vita futura”.