
CAMPOBASSO – Sull’immigrazione ritorna il consigliere regionale del M5S Andrea Greco che sottolinea come in questo settore il Molise sopporta un peso triplo rispetto alla media nazionale.
“Uno Stato che investe per accogliere migranti ma non investe per impedire ai propri giovani di partire è uno Stato che ha fallito – dice Greco -. E se questo accade in Molise hanno fallito tutti: Governo nazionale, Regione e Comuni. I recenti episodi di cronaca dimostrano che anche il Molise non può più essere considerato quell’isola felice che per anni ha rappresentato. Sarebbe un errore fingere che nulla stia cambiando, perché la sicurezza non si tutela quando l’emergenza è ormai esplosa, ma governando i fenomeni prima che diventino ingestibili. Da questa convinzione nasce l’interrogazione urgente che ho presentato in Consiglio regionale sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo. Il dibattito in Aula dello scorso 22 luglio ha fatto emergere un elemento che dovrebbe preoccupare tutti: oggi nessuno è in grado di indicare con precisione quante persone straniere siano realmente accolte sul territorio molisano. Le Prefetture dispongono dei dati relativi ai Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), ma non del quadro complessivo dei progetti del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) promossi dai Comuni. In altre parole, manca una fotografia completa di un fenomeno che incide direttamente sulla programmazione dei servizi, sulla sicurezza e sulla tenuta sociale delle nostre comunità. Eppure i numeri che abbiamo ricostruito raccontano una realtà inequivocabile. In Molise risultano presenti almeno 1.801 richiedenti asilo: significa che la nostra regione ospita circa 6,6 richiedenti ogni mille abitanti, a fronte di una media nazionale di appena 2,2. Tradotto in termini semplici, il Molise sostiene un peso quasi tre volte superiore rispetto al resto d’Italia.”
“Non è una questione ideologica. – continua Greco – Il punto è un altro: quando un territorio così piccolo supera di tre volte la media nazionale, il tema non è più soltanto l’accoglienza, ma la sua sostenibilità. Se i numeri non sono compatibili con la capacità di integrazione di una comunità, il rischio è quello di alimentare marginalità, disagio sociale e nuove situazioni di insicurezza. Sulla sicurezza non si scherza e la politica ha il dovere di prevenire questi fenomeni, non di rincorrerli quando è troppo tardi. L’interrogazione ha inoltre evidenziato come il sistema dell’accoglienza assorba in Molise oltre 26 milioni di euro ogni anno. Una cifra che impone una riflessione sulle priorità dello Stato. Se si riescono a trovare oltre 26 milioni di euro per finanziare il sistema dell’accoglienza, perché diventa impossibile reperire appena 300 mila euro per garantire le borse di studio a tutti gli studenti meritevoli dell’Università del Molise? Perché continuano a mancare risorse per la non autosufficienza quindi per i disabili, per le politiche familiari e per aiutare i nostri giovani a restare in questa terra? Il problema non è la mancanza di soldi, ma una scala di priorità che continua a dimenticare i molisani.”
“Bisogna garantire la massima trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche destinate all’accoglienza, a partire dalla selezione dei soggetti gestori, del personale impiegato e degli immobili utilizzati. – conclude il consigliere regionale del M5S – Per questo ho chiesto la convocazione di Prefetture e Comuni in Commissione consiliare, con l’obiettivo di ricostruire il quadro completo delle presenze e avviare un confronto con il Governo nazionale. Il diritto d’asilo è un principio costituzionale che nessuno mette in discussione. Ma la Costituzione tutela anche il diritto allo studio, la famiglia, la salute e la dignità delle comunità locali. Il Molise ha già dimostrato grande senso di responsabilità; adesso è lo Stato che deve dimostrare la stessa attenzione nei confronti dei molisani, riequilibrando una distribuzione che oggi non è né equa né sostenibile.”
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