Rinnovo vertice Asrem, opposizioni all’attacco. Greco (M5S) “Sospensione immediata della delibera”

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CAMPOBASSO – Rinnovo vertice Asrem, le opposizioni del Consiglio regionale non demordono. Doppia conferenza stampa stamane a palazzo D’Aimmo.

Da una parte Greco (M5S) e Romano (Costruire democrazia) hanno illustrato la presentazione di una mozione a tema depositata  in Consiglio regionale e quindi da discutere nei lavori della prossima convocazione dell’assise consiliare, dall’altra Gravina (M5S) e Salvatore (Pd) hanno commentato un’ interpellanza anch’essa già depositata all’Ufficio di presidenza del Consiglio.

Insieme a Massimo Romano e Angelo Primiani, Greco ha depositato una mozione per chiedere “la sospensione immediata della delibera con cui il governo regionale ha confermato Giovanni Di Santo per altri due anni. La decisione – ha spiegato Greco – è arrivata con ben 51 giorni di anticipo rispetto alla naturale scadenza dell’incarico, eppure agli atti mancano la relazione del Nucleo di valutazione, il parere della Conferenza dei sindaci, le osservazioni del Collegio sindacale, le relazioni su rendiconti e bilancio.
La legge e i decreti commissariali assegnano al vertice Asrem traguardi precisi da raggiungere, quindi la conferma di un direttore generale deve basarsi esclusivamente sul conseguimento di questi risultati.

Leggendo le carte, emerge – continua Greco –  invece un quadro preoccupante in cui le principali direttive risultano disattese. Tutto parte dalla gestione delle risorse e dai servizi offerti ai cittadini e in questo senso l’equilibrio economico-finanziario rappresenta un parametro cruciale. I bilanci certificano per il 2024 perdite per circa 13,4 milioni di euro, mentre le stime per il 2025 indicano un ulteriore disavanzo di circa 43 milioni. Dunque, a quanto pare, la Giunta ha deliberato il rinnovo tralasciando l’analisi di questi risultati negativi e il loro impatto sulle casse regionali.”

A tanto si aggiunge l’interpellanza depositata dal consigliere regionale del M5S Roberto Gravina, presentata anch’essa questa stamattina alla stampa nella biblioteca del Consiglio regionale, unitamente alla consigliera del Pd Alessandra Salvatore.

“La Giunta e con essa la maggioranza di centrodestra, ha scelto di rinnovare l’incarico prima ancora di conoscere l’esito della valutazione. – ha detto Gravina –  È l’ordine delle cose ad essere ribaltato: prima si blinda la poltrona, poi eventualmente si giudicano i risultati.”

Il consigliere M5S ha ricordato come “il bilancio d’esercizio 2025 dell’ASReM registri una perdita di 43 milioni di euro, in peggioramento di oltre 29,5 milioni rispetto al 2024, e come la delibera di rinnovo non riporti né gli obiettivi assegnati al Direttore Generale, né gli indicatori di performance, né i punteggi che ne avrebbero motivato la conferma.”

“Non basta scrivere – ha incalzato Gravina – che i risultati sono stati valutati positivamente: vanno dimostrati. Quanto di questo peggioramento è dovuto a fattori straordinari e quanto invece alla gestione ordinaria? Quanto della spesa per il personale è imputabile a stabilizzazioni vere, e quanto invece al ricorso a personale a gettone, cooperative e contratti precari, che costano di più e non garantiscono continuità ai cittadini? “. Il consigliere ha inoltre richiamato la vicenda della nomina del direttore sanitario Nicola Rocchia, “revocata dopo appena tre giorni per assenza dei requisiti di conferibilità, come segnale di un metodo gestionale già mostratosi carente.”

Anche la consigliera Alessandra Salvatore ha espresso condivisione rispetto ai rilievi sollevati. “Concordo con quanto messo in evidenza dal consigliere Gravina. – ha dichiarato la Salvatore – Il punto politico è semplice: quei risultati che dovrebbero giustificare il rinnovo, i cittadini molisani nella sanità di tutti i giorni non li vedono. Se davvero gli obiettivi fossero stati raggiunti, dovrebbe essercene traccia nella vita reale delle persone, non solo nelle carte”.

“Chiediamo alla Giunta – ha concluso poi Gravina che ha dichiarato di riservarsi  la valutazione di ulteriori iniziative anche in altre sedi –  di trasmettere al Consiglio tutta la documentazione istruttoria: la nota che avrebbe motivato il rinnovo, la relazione di valutazione, le schede di performance. Non è una richiesta astrusa, è l’esercizio minimo delle funzioni di controllo che la nostra Costituzione regionale attribuisce a questa Assemblea. Se i risultati ci sono davvero, si mostrino: altrimenti resta il sospetto che si sia scelto di proteggere una poltrona a prescindere dai conti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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