La mielina, guaina protettiva che avvolge le fibre nervose, è fondamentale per la trasmissione rapida ed efficace degli impulsi elettrici nel cervello. Gli oligodendrociti, che la producono, attraversano diverse fasi di maturazione: proprio in questo processo il recettore mGlu5 si è rivelato decisivo.
Attraverso esperimenti su modelli animali e colture cellulari, i ricercatori hanno osservato che l’assenza o il blocco del recettore comporta una riduzione delle proteine coinvolte nella maturazione degli oligodendrociti e nella formazione della mielina, soprattutto nella seconda settimana dopo la nascita. “Comprendere quali segnali regolano questo percorso – spiega la dottoressa Roxana Paula Ginerete, prima autrice dello studio – ci aiuta a ricostruire uno dei passaggi fondamentali dello sviluppo cerebrale”.
Il recettore mGlu5, appartenente ai recettori metabotropici per il glutammato, sembra dunque rappresentare un ponte tra l’attività neuronale e la maturazione delle cellule che rivestono le fibre nervose. “Il glutammato liberato dalle terminazioni nervose – aggiunge la ricercatrice Rosamaria Orlando – può raggiungere gli oligodendrociti e contribuire ad attivare i processi necessari alla formazione della mielina”.
Le implicazioni di questa scoperta vanno oltre lo sviluppo cerebrale: i meccanismi individuati potrebbero infatti avere un ruolo anche nei processi di riparazione della mielina in età adulta, aprendo nuove prospettive nello studio di patologie come la sclerosi multipla. “L’individuazione del ruolo del recettore mGlu5 – sottolinea il professor Ferdinando Nicoletti – offre un nuovo punto di partenza per future ricerche sui disturbi del neurosviluppo e sulle malattie caratterizzate da danno della mielina”.
Con questo risultato, Neuromed conferma la sua centralità nella ricerca internazionale sulle neuroscienze, rafforzando il legame tra scienza di base e prospettive cliniche per il trattamento delle malattie neurologiche.