“Il Molise possiede un patrimonio vitivinicolo di straordinario valore – ha dichiarato il presidente regionale Claudio Papa – ma per crescere ed affermarsi sui mercati italiano ed estero occorre una visione comune. Purtroppo anche quest’anno il prezzo delle uve è molto più basso rispetto alle attese”.
Il direttore regionale Franco Dell’Acqua ha sottolineato come la vitivinicoltura molisana stia mostrando fermento e propensione alle riconversioni verso vitigni autoctoni. “Le aziende avvertono la necessità di un maggiore sostegno finanziario e contributivo – ha spiegato – per affrontare investimenti e contrastare l’impennata dei costi di produzione. È fondamentale investire sulla distintività del prodotto molisano, buono e sano perché proveniente da territori incontaminati”.
Tra le azioni indicate da Coldiretti Molise:
- aggiornamento dello schedario vitivinicolo per un quadro reale del potenziale produttivo;
- attivazione di una misura regionale per l’estirpazione volontaria finalizzata al cambio di coltura;
- sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni, con deroga per i giovani agricoltori;
- incentivi per aziende e cooperative che imbottigliano in loco;
- piano di comunicazione e promozione dei vini molisani di qualità (Molise DOC, Pentro di Isernia DOC, Tintilia del Molise DOC);
- sostegno all’export e partecipazione come “sistema Molise” a fiere ed eventi nazionali e internazionali.
Secondo Coldiretti, la vera strategia di rilancio passa dalla valorizzazione del Tintilia del Molise DOC, unico vitigno autoctono regionale riconosciuto nel 2011. L’organizzazione propone l’attivazione di un tavolo di concertazione per valutare la riqualificazione della DOC a DOCG per gli areali storici oltre i 400 metri, mantenendo la DOC fino a 200 metri e introducendo l’IGP per gli altri Comuni.
“Si tratta di immaginare una nuova strategia condivisa – ha concluso Papa – perché le decisioni di oggi determineranno la competitività della vitivinicoltura molisana del domani”.