CERRO AL VOLTURNO – Una grande tavolata in Piazza Santa Lucia, piatti condivisi e generazioni riunite: così si è svolta la prima edizione di MagnaFoci, l’iniziativa organizzata da Fondazione Foci che ha trasformato il Ferragosto in una festa di comunità.
Il pranzo collettivo, che ha registrato il tutto esaurito, ha riportato al centro il valore dello stare insieme. Ogni partecipante ha portato da casa le proprie pietanze, componendo una tavola comune che ha restituito al borgo il senso autentico della convivialità. La giornata si è conclusa con la “Cena con delitto”, un momento di gioco e coinvolgimento che ha visto i cittadini protagonisti di una storia fatta di indizi e colpi di scena.
Foci, piccolo nucleo montano del Comune di Cerro al Volturno, conserva tradizioni religiose e popolari molto sentite, come le celebrazioni per la Madonna dell’Incoronata e Santa Lucia. Immerso nel paesaggio dell’Alto Volturno, il borgo custodisce memoria, paesaggio e identità agricola e pastorale, pur avendo conosciuto negli anni il fenomeno dello spopolamento.
«Foci è un luogo che molti, persino in Molise, ancora non conoscono. Racchiude paesaggio, memoria, tradizioni e un fortissimo senso di appartenenza», ha dichiarato William Turcinovic, presidente di Fondazione Foci. «Con MagnaFoci abbiamo voluto accendere una luce su questa comunità e dimostrare che anche un piccolo borgo può diventare luogo di incontro, creatività e partecipazione».
Nata dalla volontà dei cittadini, Fondazione Foci lavora per la valorizzazione sociale, culturale e turistica del territorio. Tra gli obiettivi: promuovere eventi, coinvolgere i giovani, tutelare le tradizioni e curare gli spazi comuni. «Non vogliamo limitarci a organizzare manifestazioni – ha aggiunto Turcinovic – ma costruire una presenza stabile al servizio del paese, creando opportunità e rafforzando i legami anche con chi vive lontano».
La riuscita della prima edizione di MagnaFoci è stata resa possibile grazie all’impegno di volontari e cittadini. «Questa non è stata la festa di un’associazione, ma la festa di un’intera comunità», ha sottolineato il presidente. Fondazione Foci è già al lavoro per rendere l’iniziativa un appuntamento stabile, capace di crescere senza perdere la sua anima popolare.
«Il futuro dei piccoli paesi non può essere affidato soltanto ai ricordi – ha concluso Turcinovic – ma deve essere costruito attraverso la partecipazione, nuove idee e la volontà di prenderci cura, insieme, dei luoghi ai quali apparteniamo».
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