Dopo il pensionamento, nel 2023, del dottor Luigialberto Cutrone, le famiglie del territorio sono rimaste senza pediatra di base. Nonostante le richieste avanzate dai sindacati di individuare Agnone e Venafro come aree carenti, il Comitato Aziendale per la Pediatria ha approvato soltanto Isernia e Venafro, su proposta del direttore del Distretto pentro, Lucio De Bernardo. Una decisione che, secondo l’amministrazione, si basa su “semplici calcoli matematici” che ignorano il contesto sociale e geografico, lasciando scoperto un territorio montano e distante dai grandi centri.
“La salute dei nostri bambini non può essere subordinata a calcoli amministrativi. Non possiamo accettare che le famiglie siano costrette a spostarsi per chilometri per avere assistenza sanitaria”, hanno dichiarato Saia e Di Nucci.
Il Comune annuncia battaglia e non esclude un nuovo ricorso al TAR, come già avvenuto per la difesa dell’ospedale Caracciolo. “Non è una lotta contro Isernia o Venafro – precisano – ma per garantire pari diritti a tutti i territori. La logica della coperta troppo corta non può valere quando si parla di salute”.
La richiesta è chiara: la nomina di un nuovo pediatra di base per rispondere alle necessità delle famiglie dell’Alto Molise. “Se questo stillicidio di tagli dovesse continuare – avverte l’amministrazione – il nostro territorio rischierebbe di trasformarsi in un deserto”.