La delegazione molisana ha portato all’attenzione delle Istituzioni comunitarie le esigenze di un territorio che, pur di dimensioni ridotte, è parte integrante della filiera nazionale e contribuisce con competenze e imprese alla catena produttiva del settore.
Di Lucente ha sottolineato come la transizione verso una mobilità sostenibile debba essere accompagnata da una politica industriale europea capace di tutelare anche le realtà più piccole, come quelle molisane, che rischiano di essere penalizzate da regole troppo rigide.
Il Molise chiede sostegno per le PMI della componentistica, incentivi per la riconversione industriale e un quadro di aiuti di Stato stabile e flessibile, così da garantire competitività e occupazione anche nei territori periferici.
Insieme alle altre Regioni italiane, il Molise ha firmato un documento congiunto che ribadisce il principio di neutralità tecnologica come condizione imprescindibile per la transizione. Non una sola tecnologia, ma più soluzioni devono essere considerate per raggiungere gli obiettivi ambientali senza sacrificare posti di lavoro e investimenti.
Le Regioni, Molise compreso, hanno chiesto che nella nuova programmazione europea l’automotive venga riconosciuto come filiera strategica, con strumenti finanziari dedicati e accessibili anche alle realtà locali. L’obiettivo è difendere il tessuto produttivo e le competenze, evitando la desertificazione industriale dei territori.