
POZZILLI – L’IRCCS Neuromed compie un nuovo passo avanti nel trattamento dell’epilessia farmacoresistente, introducendo una tecnologia innovativa che colloca l’istituto tra le prime realtà italiane ad adottarla.
Si tratta della neuromodulazione mediante stimolazione epicranica, una procedura che consente di intervenire sull’attività cerebrale responsabile delle crisi epilettiche senza inserire elettrodi all’interno del tessuto cerebrale.
La nuova metodica è destinata ai pazienti adulti affetti da epilessia focale farmacoresistente, una condizione nella quale le crisi continuano a manifestarsi nonostante un adeguato trattamento farmacologico. L’intervento prevede il posizionamento di un elettrodo sulla superficie esterna del cranio, in corrispondenza dell’area cerebrale da cui originano le crisi. L’elettrodo trasmette impulsi elettrici mirati alla corteccia cerebrale, con l’obiettivo di modulare l’attività neuronale e ridurre la frequenza degli episodi epilettici.
A differenza di altre tecniche di neuromodulazione, il sistema non richiede l’inserimento di dispositivi all’interno del cervello. L’elettrodo viene fissato sotto il cuoio capelluto e collegato, attraverso un cavo sottocutaneo, a un piccolo generatore di impulsi. Una caratteristica che rende la procedura meno invasiva pur mantenendo una stimolazione altamente mirata.
“L’introduzione di questa tecnologia amplia ulteriormente l’offerta terapeutica del nostro Centro”, spiega Alfredo D’Aniello, neuropsichiatra infantile ed epilettologo del Centro per lo Studio e la Cura dell’Epilessia dell’IRCCS Neuromed. Secondo lo specialista, la neuromodulazione rappresenta una preziosa opportunità soprattutto per quei pazienti nei quali la chirurgia resettiva non è praticabile o non costituisce una soluzione adeguata.
La nuova tecnica si inserisce infatti nel percorso terapeutico dedicato ai casi più complessi. Quando i farmaci non riescono a controllare le crisi, gli specialisti eseguono approfonditi studi prechirurgici per valutare la possibilità di rimuovere o ablare l’area epilettogena. Tuttavia, in presenza di zone cerebrali coinvolte in funzioni essenziali, l’intervento può non essere indicato. In questi casi la neuromodulazione offre un’alternativa capace di intervenire sull’attività elettrica del focolaio senza eliminarlo.
Anche i neurochirurghi Felice Esposito e Alice Esposito evidenziano il valore della procedura dal punto di vista chirurgico. “Uno degli aspetti più interessanti è la ridotta invasività dell’intervento”, spiegano, sottolineando come il dispositivo venga collocato sotto la cute e fissato alla superficie della teca cranica senza la necessità di introdurre elettrodi nel tessuto cerebrale.
I dati degli studi clinici disponibili mostrano risultati incoraggianti, con una riduzione della frequenza delle crisi associata a un buon profilo di tollerabilità nei pazienti trattati. Un elemento che conferma le potenzialità di una tecnologia ancora recente ma già considerata promettente nel panorama della cura dell’epilessia farmacoresistente.
Con questo primo impianto, l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli conferma il proprio ruolo di centro di riferimento nazionale e internazionale nella ricerca e nell’innovazione terapeutica per le malattie neurologiche, continuando a investire in soluzioni avanzate in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti.
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