
CAMPOBASSO – Un voto unanime per rafforzare le misure di tutela ambientale e sanitaria nella Piana di Venafro.
Il Consiglio regionale del Molise, nella seduta di questo pomeriggio, ha approvato la mozione sottoscritta dai consiglieri Di Baggio, Greco, D’Egidio, Cavaliere, Facciolla, Gravina, Fanelli, Romano, Salvatore, Primiani e Pallante, avente a oggetto la revisione delle autorizzazioni ambientali degli impianti, l’istituzione di un sistema pubblico e indipendente di monitoraggio delle emissioni e l’adozione di un Piano straordinario di risanamento.
Il provvedimento era già inserito all’ordine del giorno del Consiglio regionale, tra le mozioni dedicate alle principali questioni ambientali e territoriali del Molise.
A illustrare l’atto di indirizzo in Aula è stato il Consigliere Andrea Greco. Nel corso della discussione sono intervenuti anche il Consigliere Roberto Gravina, l’Assessore Di Baggio e il presidente della Giunta regionale Francesco Roberti.
La mozione parte dalla convenzione sottoscritta il 24 settembre 2019 tra ASReM e Comune di Venafro, con il coinvolgimento dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, per la realizzazione di uno studio epidemiologico ambientale sulla popolazione residente nella Piana.
Nel documento vengono richiamate anche le attività industriali presenti nell’area, tra cui il cementificio Colacem e il termovalorizzatore HerAmbiente di Pozzilli, impianti autorizzati attraverso AIA e AUA rilasciate dalla Regione Molise.
Particolare rilievo viene attribuito ai risultati dello studio EPIVenafro+7, pubblicato su BMC Public Health. La ricerca ha esaminato una coorte di quasi 29.500 residenti negli otto Comuni dell’area, ricostruendo le esposizioni a NOx e PM2,5 e i relativi esiti sanitari. Le conclusioni dello studio indicano eccessi di rischio per alcune patologie cardiovascolari e respiratorie, sottolineando allo stesso tempo la presenza di incertezze e la necessità di ulteriori approfondimenti.
La mozione richiama inoltre il superamento del valore obiettivo del Benzo(a)pirene, oltre ai livelli di PM10 e PM2,5 considerati nel quadro istruttorio.
Uno dei punti centrali dell’atto approvato riguarda il riesame straordinario delle AIA e delle AUA degli impianti presenti nella Piana di Venafro.
Il Consiglio impegna il presidente della Regione e l’assessore competente ad avviare il procedimento entro 30 giorni, indicando come priorità il cementificio Colacem e il termovalorizzatore HerAmbiente, e a prevederne la conclusione entro 90 giorni dall’avvio.
Tra gli obiettivi indicati figurano limiti emissivi più restrittivi per NOx, polveri, IPA e Benzo(a)pirene, l’adeguamento tecnologico alle migliori tecniche disponibili, l’introduzione di clausole di revisione in presenza di nuovi dati sanitari o di superamenti delle soglie di qualità dell’aria e un riesame complessivo del carico emissivo dell’intera area.
La mozione chiede inoltre di modificare l’attuale sistema di controllo delle emissioni, prevedendo che i dati grezzi delle centraline degli impianti siano trasmessi direttamente ad ARPA Molise.
Il sistema proposto dovrebbe prevedere strumenti certificati e trasmissione dei dati in tempo reale su una piattaforma pubblica open data, con garanzie di tracciabilità e accessibilità da parte dei cittadini.
Tra le misure richieste c’è anche l’installazione di almeno due nuove stazioni meteo-micrometeorologiche permanenti, necessarie per migliorare la modellizzazione della dispersione degli inquinanti.
Il documento prevede che il sistema pubblico di monitoraggio possa essere finanziato anche attraverso contributi obbligatori a carico delle aziende titolari di AIA, richiamando il principio europeo del “chi inquina paga”.
Altro punto qualificante della mozione è la richiesta di predisporre un Piano straordinario di risanamento ambientale della Piana di Venafro, con obiettivi misurabili e scadenze precise per la riduzione di PM10, PM2,5, NOx e Benzo(a)pirene.
Il Piano dovrà, secondo quanto indicato nell’atto di indirizzo, comprendere anche interventi sulle biomasse domestiche, individuate come una delle principali sorgenti invernali di PM10, misure sulle altre attività emissive e un cronoprogramma vincolante con risorse disponibili, soggetti responsabili e modalità di verifica.
L’Assemblea regionale chiede inoltre di completare e rafforzare il quadro delle conoscenze scientifiche. Tra le attività indicate figurano uno studio specifico su Benzo(a)pirene e IPA, la verifica della presenza di diossine negli alimenti e negli animali con il coinvolgimento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, il completamento dello studio di speciazione chimica del PM10 e dell’inventario delle emissioni.
Richiesti anche l’aggiornamento del Registro Tumori regionale, uno studio di incidenza tumorale su base territoriale, una rete di deposimetri per monitorare le deposizioni al suolo e ulteriori attività di approfondimento sanitario.
La mozione chiede infine di destinare prioritariamente le risorse FSC già stanziate, pari a circa 6 milioni di euro, dei quali 1,2 milioni destinati alla strumentazione ARPA, al monitoraggio pubblico permanente, al Piano di risanamento e al rafforzamento delle attività scientifiche.
Prevista anche l’istituzione di un Tavolo permanente con ARPA Molise, ASReM, CNR, IZS di Teramo, Comuni della Piana e rappresentanze civiche, con riunioni almeno trimestrali e pubblicazione degli atti.
La Regione dovrà inoltre riferire periodicamente al Consiglio regionale sullo stato di attuazione delle misure approvate, con indicatori quantitativi di avanzamento.
Con il voto unanime dell’Aula, la questione della Piana di Venafro entra dunque in una nuova fase istituzionale, con una serie articolata di richieste che puntano a rafforzare il monitoraggio ambientale, approfondire i dati sanitari e definire interventi di risanamento sulla base delle evidenze scientifiche disponibili.
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