Donazione e prelievo di cornee al “Cardarelli”, il prof Dell’Omo esalta la sfida clinica

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CAMPOBASSO – Il prof. Roberto Dell’Omo, che ha eseguito insieme alla sua equipe l’espianto dei tessuti donati dal 78enne deceduto in rianimazione, traccia una riflessione sanitaria sul significato clinico e umano del prelievo di cornea attutata al “Cardarelli” dopo 14 anni.

“Quando ci si confronta con il prelievo di organi e tessuti, la prima dimensione con cui entriamo in contatto è quella etica e umana – evidenzia il Prof. Dell’Omo – Il consenso espresso in vita dal donatore e accolto con generosità dai suoi familiari nel momento del lutto rappresenta una scelta d’amore e di straordinario altruismo. È un gesto importantissimo che trasforma la fine di un percorso nell’inizio di una nuova speranza per un’altra persona”.
Dal punto di vista specialistico, il prelievo di cornee richiede tempestività e sinergia con l’équipe di Rianimazione e i referenti della Rete Trapianti.
“Eseguire un prelievo di tessuti oculari significa operare con estrema perizia e nel totale rispetto della dignità del donatore – spiega il Prof. Dell’Omo – Ogni passaggio della procedura chirurgica, fino al successivo invio dei tessuti alla Banca degli Occhi, deve preservare la perfetta qualità e vitalità del tessuto. La riuscita di questo intervento al ‘Cardarelli’ dimostra che la nostra struttura possiede le competenze tecniche e la reattività organizzativa necessarie per sostenere standard d’eccellenza. A questo proposito voglio sinceramente ringraziare il Direttore Generale dell’ASReM,  Giovanni Di Santo, e il Direttore della Rianimazione, Vincenzo Cuzzone, che hanno fortemente creduto in questo progetto, la mia equipe e tutto il personale infermieristico della Rianimazione, coordinato dalla dott.ssa Giovanna D’Andrea, che ci hanno permesso di attuare l’espianto in tempi rapidissimi e con un supporto impeccabile”.
Il prelievo di una cornea rappresenta il presupposto fondamentale per restituire la vista e migliorare radicalmente la qualità di vita di pazienti affetti da patologie corneali severe.
“Sapere che queste cornee, attraverso la Banca degli Occhi, permetteranno a qualcuno di tornare a vedere è la ricompensa più grande per chi fa il nostro lavoro – conclude il Prof. Roberto Dell’Omo – La ripresa di queste attività a Campobasso non rappresenta soltanto un passo strategico per potenziare i servizi in Molise, ma soprattutto la ripresa di una attività che promuove la cultura della donazione che dobbiamo continuare a coltivare tutti insieme”.

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