POLITICA – Di Lucente si appella a Toma sulla rinominazione del centrodestra

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CAMPOBASSO – Richiesta di “Carta di identità politica” per il centrodestra alla Regione.

Un piede in due scarpe o in più scarpe.

In maggioranza a palazzo D’Aimmo, all’opposizione al Comune di Isernia addirittura a sostegno dell’amministrazione provinciale a guida Coia di centrosinistra. La denuncia è del neoconsigliere regionale Andrea Di Lucente verso Forza Italia e tal uopo invita il presidente Toma a scoprire le vere “magliette” del centrodestra a sgombrare il campo da equivoci e quindi cristallizzare la genetica della maggioranza dove ci sarebbero elementi, come dice Di Lucente, che consumerebbero inciuci  altrove. Una cosà però suggeriamo a Di Lucente di parlare con nomi e cognomi, finiamola con il politichese del  dire e quindi del non dire. A cosa serve? A questo punto si capisce tutto chi è addentro alle vicende politiche regionali. E allora perché porsi così? Abbiamo il coraggio di mettere di fronte agli elettori quelli che si comportano nel modo in cui dice lo stesso Di Lucente presentandone l’identikit anagrafico .

“La chiarezza, questa sconosciuta. Sicuramente lo è ai miei “colleghi” (bisognerebbe capire in realtà se sia possibile chiamarli così oppure no) di coalizione. Alcuni di loro hanno contemporaneamente il piede in più di una scarpa.

Dicono di appartenere al centrodestra, ma al Comune d’Isernia sono opposizione ad un’amministrazione dello stesso colore politico. Divergenze d’opinione, si dirà. Poi, però, gli stessi personaggi sostengono a spada tratta in Provincia il centrosinistra.

E alla Regione? Qui si ravvedono. E magicamente sostengono il centrodestra a cui dicono di appartenere. Dicono, appunto. Perché i fatti sembrano sostenere esattamente il contrario: questo balletto di coalizioni e sostegni “a convenienza” tra le diverse istituzioni che compongono la filiera non sono segno di coerenza politica. Se si chiede a questi consiglieri, sostengono di appartenere a Forza Italia in maniera è chiara indiscutibile.

Mi sembrano parole vuote, soprattutto se ascoltate da chi (come me, ma anche come tanti altri colleghi) ha sempre militato nello stesso schieramento, ovvero quello che sente vicino ideologicamente. La convenienza la lasciamo loro, a chi non ha idee, non ha a cuore la gente ma solo la propria ambizione.

Dovrebbero suonare parole vuote – e pure offensive – al presidente Toma, uomo di centrodestra per convinzione e garante della coalizione che ha vinto le elezioni, l’uomo che ha rimesso in piedi il centrodestra spendendo la sua faccia e la sua credibilità.

Dovrebbe avere la stessa reazione sdegnata anche la coordinatrice di Forza Italia. E dovrebbero pretendere che venga fatta chiarezza politica. Ne beneficerebbe sicuramente la credibilità di tutti di fronte agli occhi degli elettori che comprenderebbero, dopo aver visto il bluff dei Cinque Stelle, che il centrodestra è lo schieramento affidabile a cui chiedere di lavorare per il bene della Regione. Quello che speriamo di non vedere più sono le logiche distorte e le porcherie del passato, altrimenti l’elettorato che ci ha dato fiducia qualche mese fa si stancherà presto anche di noi”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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