
TERMOLI – Una multa di 25 mila euro elevata dalla Capitaneria di porto di Termoli e sparita da quest’ultima per un pescato fuori norma trovato in possesso di un commerciante pugliese.
Verbale, come è stato sottolineato dal comandante della stessa Capitaneria Francesco Massaro, sottratto agli uffici di quest’ultima successivamente ricostruito attraverso una lettura digitale a ritroso e incrocio dati partendo dall’Ingiunzione di pagamento, anch’essa non trovata, nel gennaio di quest’anno.
Da qui le indagini della Capitaneria e in parte della Guardia di Finanza di Larino su ordine della Procura frentana coordinata dal dott. Antonio La Rana che hanno condotto, dopo 5 mesi di accurate verifiche, agli arresti domiciliari un sottoufficiale 44enne della Guardia costiera termolese e un commerciante di pesce pugliese.
Per altre 3 persone si indaga per corruzione e omissione e occultamento del segreto d’ufficio.
I reati contestati ai primi due sono, invece, e da qui sono scattate le notifiche dei “domiciliari”, di falso per sottrazione o occultamento di documenti. Questo è quanto emerso e dichiarato nel corso di una conferenza stampa tenuta dalla Procura di Larino nel pomeriggio.
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