POSTE MOLISE – L’on. Occhionero interroga in Parlamento il ministro dello sviluppo economico

Giuseppina Occhionero
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CAMPOBASSO – Poste in Molise, il provvedimento di assunzioni e riorganizzazioni degli uffici postali e recapiti non hanno toccato Abruzzo e Molise.

L’on. Giusy Occhionero di Liberi e uguali ha presentato al riguardo un’interrogazione in Parlamento al ministro dello sviluppo economico.  Alle due regioni, infatti, secondo quanto deciso da Poste Italiane S.p.a spetterebbero zero trasformazioni, zero consolidamenti e zero mobilità;

“il Molise, regione in cui Poste Italiane ha perso la metà dei posti di lavoro, è stato privato anche di numerosi servizi assegnati ad altre regioni più “fortunate”, il tutto a fronte di un bilancio aziendale florido che vede un’ininterrotta distribuzione di utili agli azionisti;

Il taglio dei servizi ha penalizzato tutte le zone interne e montane del Molise ove gli uffici oramai funzionano a giorni alterni così come il recapito della corrispondenza, circostanze hanno contribuito allo spopolamento delle stesse;

l’esistenza sul territorio dell’Ufficio Postale ed il recapito della  corrispondenza rappresentavano, nell’immaginario collettivo, una certezza spazzata oramai dal primato del maggior profitto. Per di più Poste Italiane continua a progettare la  digitalizzazione dei servizi, nonostante l’assenza di rete e di fondi per l’acquisto dei computer;

le vittime delle suddette scelte scellerate sono, naturalmente, i soggetti più vulnerabili, come gli anziani da tempo costretti a file interminabili per riscuotere le loro misere pensioni;

quanto premesso avrà pesanti ripercussioni su un’area geografica ed una realtà sociale, economica che già di per sé è penalizzata”. Quindi rivolto al vicepremier che ha la delega allo sviluppo economico l’on. Occhionero chiede come lo stesso ministro pensa di affrontare e risolvere la drammatica situazione esposta in premessa, determinatasi a seguito di tali scelte.

Nell’interrogazione la parlamentare molisana spiega l’iter dell’Accordo nazionale di Poste italiane per le politiche attive del lavoro sulla nuova riorganizzazione di PCL, con una previsione, tra nuove assunzioni e trasformazioni da part time a full time nei tre anni, di almeno 6000 FTE;

Il suddetto accordo prevede

l’assunzione di 1080 lavoratori CTD o ex CTD del recapito che abbiamo diritto alla precedenza di cui all’articolo 24 del Decreto Legislativo n. 81 del 2015, destinati dall’Azienda nelle regioni Lazio, Emilia, Lombardia, Friuli, Trentino AA, Veneto, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta;

1126 trasformazioni a full time, di cui 768 in ambito sportelleria e 358 in ambito recapito;

l’assunzione dal mercato esterno di 500 apprendisti da destinare alle sale consulenza;

il trasferimento in ambito nazionale, entro il prossimo autunno, di 204 addetti al recapito e 159 addetti alla sportelleria, a valle dei processi di mobilità provinciale e regionale che dovranno essere realizzati entro il 13 luglio 2018;

con il medesimo accordo le parti si sono inoltre impegnate ad incontrarsi sul tema della mobilità entro il 15 dicembre 2018 per definire un nuovo accordo, finalizzato ad agevolare lo scorrimento delle graduatorie nazionali anche in relazione ai processi di mobilità provinciale e regionale per gli anni 2019.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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