REGIONE – Promozione territoriale, arrivano i Distretti del cibo

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CAMPOBASSO – Distretti del cibo per valorizzare i legami esistenti tra territorio e risorse naturali provenienti da un certo tipo di agricoltura.

E’ una proposta di legge presentata dalla Giunta regionale che si propone di fornire gli elementi basilari per la costituzione, anche in Molise, di strutture da poter iscrivere nel registro nazionale, in modo da contribuire a migliorare la complessità delle aree interne rurali nel rispetto dei canoni incontrovertibili di sostenibilità.

L’iniziativa legislativa, infatti, intende disciplinare e modernizzare con nuove norme il settore agroalimentare, la costituzione dei Distretti del cibo e da qui acocmpagnare l’integrazione tra i diversi settori economici e tra le stesse filiere, garantendo la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Si vuole, inoltre, valorizzare i legami esistenti tra le vocazioni territoriali, le risorse umane e ambientali, la qualità delle produzioni locali e le reti di relazioni esistenti tra imprese, istituzioni e popolazione.

Il testo delle pdl definisce poi le caratteristiche dei Distretti del cibo e ne specifica i requisiti, come ad esempio: la presentazione di un’elevata integrazione prodittiva o di filiere; l’assicurazione di relazioni sia orizzontali e sia verticali per le fasi della produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione; l’operare nell’ambito di uno o più processi produttivi di cui alle filiere agroalimentari di interesse della regione. Si precisano, infine, i soggetti che possono proporre un accordo di distretto, tra i quali vi sono anche le società cooperative e agricole, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori che operano nel settore agricolo e agroalimentare.

Possono essere anche proponenti l’accordo di distretto: le associazioni temporanee di impresa; le reti di impresa; le società costruite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alle distribuzione (purchè almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricole o società cooperative agricole e loro consorzi). La proposta di legge passa ora alla Commissione competente per l’esame preliminare e l’espressione del parere di rito, per poi giungere all’attenzione del Consiglio regionale per le determinazioni conclusive

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