ISERNIA – A tu per tu con il presidente Ricci: priorità a scuole, viabilità delle aree interne ed emergenze nell’alto Molise

Alfredo Ricci
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ISERNIA – “E’ stata una campagna elettorale vera, in cui ho girato comune per comune. La vittoria mi ha emozionato, inutile nasconderlo”.

Alfredo Ricci si confida a Molise Network. Il presidente della Provincia di Isernia rivela: “Sulle candidature nessuna ricostruzione giornalistica è stata fedele al 100%”.

Lei dice che nessuna ricostruzione è stata fedele al 100%. E allora, presidente, come è andata realmente?

“Ci sono tanti pezzi di verità, l’unica assoluta è che ci si candida presentandosi con la propria storia, personale e politica, con idee e progetti e così si ottiene la fiducia. La verità è che non c’era un candidato unitario del centrodestra, altrimenti non mi sarei candidato avendo, in molti casi anche più di altri, una storia politica lineare e coerente. Insomma non mi sarei mai messo a fare il candidato contro il centrodestra, se ci fosse stato. La realtà è che ci sono state candidature alternative, tutte provenienti dal centrodestra. La mia si è caratterizzata per essere proveniente dal basso e condivisa”.

Il voto degli amministratori che le ha consegnato la vittoria l’ha emozionata? 

“Sì, inutile nasconderlo. Le emozioni principali sono state legate al risultato, per come è arrivato. E’ stata una campagna elettorale vera, fatta da me girando comune per comune. Alla fine nei centri maggiori il consenso è stato forte, anche superiore rispetto alle aspettative, così come nei piccoli comuni: è stata l’espressione di una fiducia determinata”.

Il suo programma di governo cosa prevede?

“Intanto va detto che le Province sono state disastrate dalla legge Del Rio del 2014, che andava verso l’eliminazione degli enti; una intenzione sbagliata da parte mia. Poi l’eliminazione non c’è stata, ma legge è rimasta in piedi: assurdo… Così come è stato un grave errore eliminare il voto popolare. Insomma sono state limitate le funzioni dell’ente ma allo stesso tempo sono state lasciate quelle più importanti, cioè viabilità, edilizia scolastica, tuttavia senza garantire un afflusso di fondi adeguato. Da quanto avevo potuto constatare il governo aveva iniziato a cambiare trend, trasferendo effettivamente dei fondi. Comunque però si parte da 4/5 anni senza fondi. Noi abbiamo 860 km di strade, in molti casi la manutenzione è mancata… La viabilità è vitale, quindi lavoreremo per rendere utilizzabili strade che oggi utilizzabili lo sono poco, per evitare soprattutto che le aree interne possano trovarsi in gravi difficoltà. L’obiettivo è rilanciare la viabilità per ‘uscire’ dalle aree interne e renderle aree aperte. Ragioneremo con la Regione e con i Comuni direttamente interessati per arrivare a questo. Sulle scuole, altro capitolo molto importante, sto monitorando la situazione per capire bene le singole questioni. Bisogna puntare più su progetti di maggiore sistemazione ed adeguamento. A breve ci saranno i lavori per il rifacimento dell’istituto Fermi, ad esempio. Ma c’è tanto da fare… Deve esserci una svolta in questi quattro anni. Penso ad interventi radicali su alcune scuole di Isernia e di Agnone soprattutto. Su Venafro invece prevedo interventi di sistemazione ma non radicali. Per fare ciò ovviamente servono finanziamenti”.

Il primo atto da presidente quale sarà?

“Eh (sorride Ricci, ndr)… Oggi la Provincia è un ente assurdo: il presidente si trova solo, senza giunta, con difficoltà, impossibilità quasi direi di gestione del personale; allo stesso tempo ci sono responsabilità e pressioni da parte di cittadini e Comuni che hanno esigenze e diritti. La Provincia è essenziale e vitale per le aree interne, specialmente. Dunque occorre sbloccare tutta una serie di finanziamenti che ci sono già. C’è molto da fare in alto Molise. Abbiamo questioni da sistemare quali il viadotto Sente, il viadotto Verrino, il collegamento Chiauci-Pescolanciano, la frana di Bagnoli: tutti lavori da affidare con celerità. Puntare su questi grandi investimenti è l’obiettivo. Ma, assicuro, staremo attenti anche sui finanziamenti e gli interventi minori…”.

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