VENAFRO – E’ uno dei temi “caldi” del momento a Venafro: tagliare, ritenendolo troppo inclinato e perciò pericoloso per l’incolumità delle persone, il pino mediterraneo secolare che da fine ‘800/inizio ‘900’ vive sul piazzale della Basilica del Patrono, San Nicandro, oppure salvarlo dall’abbattimento previe opportune indagini strumentali ed intanto riducendone la chioma con una potatura appropriata ? Sulla “quaestio”, sulla faccenda la città appare divisa. C’è chi, in testa il Guardiano del Convento, P. Antonello Gravante, il Corpo Forestale ed il Sindaco di Venafro, Sorbo (che materialmente ha firmato l’ordinanza di abbattimento), propende senza indugi per la “decapitazione” dell’albero, e chi invece parla tutt’altra lingua ed avanza ipotesi alternative, certamente meno devastanti e più conservative. Tra questi, e mentre altri preferiscono non esporsi, si segnalano il Presidente del Parco Regionale dell’Olivo, dr. Emilio Pesino, il docente di scienze agrarie nelle Superiori Statali, prof. Ferdinando Alterio, gli ex consiglieri comunali di Venafro, Michele Mascio, Bruno Cosenza e Nicandro Boggia, il pubblicista Tonino Atella, l’ex Primario del Pronto Soccorso del SS Rosario, dr. Giuseppe Prete, il titolare di Ever Green Venafro, Mario Caniglia, ed altri ancora i quali stanno facendo il possibile per scongiurare l’abbattimento del pino mediterraneo in questione, che assieme ad altri due della stessa specie orna magnificamente e da oltre un secolo il piazzale della Basilica del Patrono e da alcuni decenni il monumento a San P. Pio eretto al centro del piazzale stesso. Le tesi al riguardo sono diametralmente contrapposte, ma l’auspicio generale è che si pervenga ad una soluzione ragionata e ragionevole. Partendo dall’assunto della non caduta dell’albero e quindi della sua non pericolosità, per uno scrupolo di sicurezza si potrebbe transennare l’area sottostante nelle more dell’effettuazione di serie indagini strumentali, le uniche in grado di affermare senza ombra di dubbio la pericolosità o meno dell’oggetto del contendere, alias del pino. Una volta in possesso dei risultati ufficiali di tali indagini strumentali, delle due inevitabilmente l’una : se viene fuori che il pino sta per cadere e quindi é pericoloso per l’incolumità della gente va tempestivamente ed assolutamente tagliato, abbattuto, in caso contrario l’albero può continuare a restare là dove oggi vive e vegeta, semmai con un’accurata potatura della chioma, in modo da ridurne le oscillazioni. Sul tema “caldo” del momento a Venafro, questo appare il discorso più ragionevole, capace di far rientrare attriti e decisioni affrettate.
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