
RICCIA – Il nuovo cluster di Riccia con i due casi da Coronavirus riferiti all’ottantasettenne del posto e ad un medico 55 anni termolese del 118 che comunque non risiede a Riccia ma vi ha prestato solo servizio al posto di medicina di emergenza, ha aperto nel centro fortorino la caccia alla scoperta della catena epidemiologica che in queste ore si cerca di approfondire al massimo soprattutto da parte della Asrem.
A Riccia, da quanto ha rivelato il sindaco Pietro Testa, i contatti dell’anziano 87enne, ricoverato a malattie infettive del Cardarelli di Campobasso dove versa in buone condizioni senza febbre, e della sua numerosa famiglia sono stati ricostruiti con la messa in quarantena di una trentina di persone. Rimane l’incognita dei contatti del medico del 118 che comunque è stato al lavoro nel centro fortorino e sembrerebbe in altri paesi del Molise a quanto pare da Agnone a Bojano e su cui l’azienda sanitaria regionale indaggherebbe nel tentativo di scoprire pazienti e persone venute a contatto con il sanitario.
Naturalmente il sindaco Testa a tutela del contenimento del contagio e quindi in caso di nuove situazioni, non lo rivela ma probabilmente lo capiamo noi, non esclude ipotesi di limitazioni ferree ancora più di quelle del Dpcm nella regolazione della circolazione di persone nel territorio comunale che amministra. Intanto a Riccia resta chiuso il punto assistenza del 118 che si appoggia da oggi a quello di Sant’Elia a Pianisi paese abbastanza decentrato da Riccia e comunque difficile da raggiungere in tempi brevi di emergenza, mentre il Polimambulatorio rimane abilitato regolarmente alle sue funzioni di sempre con visite, prenotazioni e di assistenza sociale.
E domani la Festa dell’anno, San Giuseppe, quella che ha trascinato da sempre nel tempo grandi devozioni, partecipazione popolare e aggregazione cristiana con un momento di intensa preghiera e anche sacrale culinario particolarissmo per l’occasione, non si farà. Per Riccia e i suoi abitanti non era mai accaduto nel tempo. Il sindaco Pietro Testa sulla sua pagina Facebook scrive e raccomanda per l’occasione i suoi cittadini.
“La Festa di San Giuseppe, molto sentita e partecipata nella nostra comunità, è ormai prossima. So bene, come tutti voi, cosa rappresenti per ognuno di noi questa attesa ricorrenza religiosa e sociale, la nostra devozione, i sentimenti di gioia e condivisione che albergano nel cuore e nell’animo di ogni riccese. È la nostra festa, la nostra storia, il momento più importante in cui un intero popolo rinnova il suo legame con il Santo e con ogni suo familiare, amico, conoscente.
Un appuntamento unico e speciale per il nostro meraviglioso paese, che niente e nessuno può mettere in discussione, perché è parte di noi e così sarà per sempre.
Ma quest’anno dovrà e sarà diverso. Quest’anno la nostra Festa di San Giuseppe dovrà cambiare nella forma, mantenendo però immutato tutto il suo spirito, tutto il suo profondo significato.
Perché oggi siamo chiamati ad interpretare l’amore per il nostro Santo nel rispetto per il prossimo, della sicurezza sociale, nel dovere di assumerci le nostre necessarie responsabilità di singoli e di cittadini che vogliono bene al proprio paese e ai propri paesani.
Mi rivolgo a voi tutti, Riccesi, nell’assicurarvi che il vostro Sindaco, l’amministrazione ed il Comune stanno facendo tutto il necessario ed anche di più per garantire la salute e la sicurezza dell’intera popolazione.
Con tempestività, impegno, volontà assoluta di proteggere ognuno di voi, per restituirvi la necessaria tranquillità che nulla è lasciato al caso e ogni azione è stata messa in campo, di concerto con tutte le istituzioni, le forze dell’ordine, i volontari che in questo momento ci sono vicine e ci supportano nella necessità e che ringraziamo dal profondo del nostro cuore.
Ma non possiamo e non dobbiamo delegare solo agli altri la nostra sicurezza e, nel rispetto non solo delle ordinanze nazionali, ma soprattutto delle nostre coscienze, vi esorto, uno ad uno, al più grande senso di responsabilità in occasione della Festa di domani.
Evitate assembramenti, visite, qualsiasi occasione di incontro al di fuori delle vostre case e dei vostri stretti familiari che vivono con voi. È importante, fondamentale per la sicurezza di tutti, nessuno escluso.
Soprattutto, non recatevi presso le abitazioni delle persone anziane, malate, fragili. Non andate a trovare amici e familiari da poco rientrati nel nostro paese.
Ma restate tutti a casa! Al sicuro con i vostri cari, che ora abbiamo e avete il dovere di proteggere, custodire, rispettare.
In tal senso, vi annuncio che, in ottemperanza delle disposizioni governative nazionali, sto per emanare un’ordinanza comunale che vieterà ogni occasione di incontro, pubblico e privato. Una decisione sofferta, ma necessaria, che auspico sarà rispettata da tutti non solo come obbedienza alla legge, ma come imperativo morale e civile.
Che ognuno di noi rivolga una preghiera al Santo nell’intimità del proprio cuore, sorretti dal più grande amore per il prossimo. Ce lo impone la necessità, ce lo chiede Papa Francesco che, con la sua passeggiata solitaria per le strade di Roma, ha dato il più grande esempio di rispetto per gli altri.
Non potremo, come vorremmo, stringerci gli uni agli altri, ma saremo tutti insieme nella preghiera, nella devozione, nella tradizione che non morirà. Anzi, risorgerà e si rinnoverà più forte e incrollabile.
E, seppur virtualmente, vi invito tutti a seguire la Messa solenne che giovedì sarà celebrata da don Elio di Paolo, a porte chiuse, nella nostra Chiesa, trasmessa in streaming sulla pagina facebook “ComitatoSant’Antonio Riccia Cb”.
Sarà certamente una funzione diversa, ma non per questo meno sentita, coinvolgente, autentica nella fede che ci lega a San Giuseppe.
So di potermi fidare di voi, del vostro senso civico e del vostro amore per Riccia.
Tutti insieme, ce la faremo!
W Riccia W San Giuseppe.
Il Sindaco e l’amministrazione comunale.”
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