CRISI ECONOMICA – Si avvicina un Natale molto triste per i lavoratori e le famiglie del Molise

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CRISI ECONOMICA – Si avvicina un Natale molto triste per i lavoratori e le famiglie del Molise. Il punto della situazione in questo contributo inviatoci dal collega Tonino Atella:

Gran triste Natale quello che è ormai alle porte. Disagi e problemi non si contano ed investono praticamente tutti. Il loro elenco sommario per dare un’idea del momento che si vive : il treno Roma/Campobasso per l’ennesima volta bloccatosi mentre attraversava un tratto boschivo a Carpinone costringendo i viaggiatori in carrozza e gli altri in attesa alle varie stazioni a difficoltà ed attese impensabili ; la dipendente del Carsic di Venafro, ferma con lo stipendio a giugno scorso (!), che ha pensato bene di fare sì l’albero di Natale a casa appendendovi però tutte le bollette di casa da pagare, cosa però che non riesce a fare perché a corto di liquidità come tutti gli altri 90 lavoratori dell’Istituto ; le tante saracinesche abbassate a Venafro, Isernia ed altrove causa la crisi che ha costretto decine e decine di artigiani e commercianti a chiudere le attività mancando i clienti ed essendo precipitate le vendite ; l’ospedale SS Rosario, abbandonato anche dall’ex direttore del posto di primo soccorso, Pastore, ed avviato miseramente verso la sempre più inarrestabile e progressiva fase recessiva, dimostrata dalla ridottissima domanda quale conseguenza di un’offerta di servizi e prestazioni ormai ridotta al minimo (le uniche unità rimaste a “tirare” sono ortopedia/traumatologia, fisiatria e medicina) ; “i baraccati” di Venafro, Paola 52 anni ed il marito Pasquale 56enne, senza prospettive future per una diversa loro sistemazione logistica, fattore aggravato dall’assordante silenzio delle istituzioni pubbliche di ogni ordine e grado ; le strade e i corsi principali della quasi totalità dei Comuni piccoli e grandi della Regione privi di luci ed addobbi natalizi, ossia della cosiddetta “atmosfera del Natale” che in passato ha aiutato a smuovere l’economia ; i giovani, ogni giorno più numerosi, che non sanno “ a quale Santo rivolgersi “ per trovare lavoro. Questo in sintesi il momentaccio ! C’è però un eclatante, vistoso e rumoroso risvolto della medaglia : i 70 euro richiesti per il concerto ad Isernia di Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana ! Lasciamo al lettore meditare su tutto quanto. E mentre ricordiamo gli ultimi versi della toccante “Cantata dei Pastori” di Razzullo :” … ma senza renare, ‘a notte’ ‘e Natale, me fummo na pippa, e me vaco a cuccà !”, ribadiamo la volontà unanime di rimboccarsi le maniche e reagire, sperando – per dirla alla Eduardo – che “ adda’ passà ‘a nuttata !”.

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