
CAMPOBASSO – Trasporto pubblico ancora proteste e polemiche: sempre le stesse.
Vorremmo capirci anche noi, ma è possibile che non si riesca a cavar un ragno dal buco da questa vicenda neppure con il nuovo assessore? Ma cosa succede, neppure un Consiglio monotematico tenuto lunedì’ scorso ha potuto rimettere in piedi una situazione che ha dell’incredibile e che dura da tanto tempo senza una soluzione. Su tanto vorremo tutta la verità da un tavolo di confronto dove esserci sindacati Regione e aziende o azienda interessate soprattutto come cittadini di questa regione che pagano le tasse per il trasporto pubblico e per avere da quest’ultimo servizi degni di tal nome.
A fianco dei sindacati che riportiamo in altra pagina del giornale, il consigliere regionale del M5S Angelo Primiani puntualizza: “Ieri ho ascoltato il proprietario della maggiore azienda regionale di trasporti affermare, in tutta tranquillità, che non può riattivare tutte le corse degli autobus, quindi non può rispettare la legge, perché non riesce a richiamare in servizio i dipendenti. Una falsità subito smentita dai sindacati.
Ma andiamo con ordine. Giorni fa, con Determina del Direttore del IV Dipartimento, la Regione ha imposto il ripristino delle corse di trasporto pubblico extraurbano sospese durante il picco della pandemia. E proprio durante il lockdown, per tutelare e salvaguardare le ditte del TPL colpite dall’improvvisa e drastica riduzione delle corse, è stato emanato un Dpcm che ha disposto l’erogazione alle aziende del 70 per cento del costo chilometrico solitamente riconosciuto, sebbene fossero ammesse solo le corse essenziali in determinate fasce orarie.
In pratica durante il lockdown le imprese hanno potuto ricevere comunque un’importante fetta dei soliti introiti e quasi tutti i lavoratori sono stati messi in Cassa integrazione. In questo modo l’azienda ha incassato risorse pubbliche importanti a fronte di costi pressoché nulli, perché saltate tante corse sono venuti meno i costi legati al carburante e alla manutenzione dei mezzi. Inoltre, essendo i lavoratori tutti o quasi in cig, a pagare i lavoratori era lo Stato e non l’azienda.
Ma in Molise, nonostante queste condizioni, ad oggi la principale ditta di trasporti ancora non paga tutta la cassa integrazione ai dipendenti, addirittura riservando loro assurdi contratti a singhiozzo.
È grave – conlude Primiani – che ci sia ancora chi si crede al di sopra delle norme, pensando di poter scegliere se allinearsi alle disposizioni amministrative e pensando di poter trattare i lavoratori come voglia. Ed è altrettanto grave che tutto ciò avvenga nell’assordante silenzio del neo assessore ai Trasporti, Quintino Pallante, e dei vertici della Regione.
La stessa Regione che, terminato il lockdown, ha scelto la cautela al punto di riaprire prima agli sport di contatto che alle corse degli autobus. È servito, infatti, un apposito Consiglio regionale monotematico, chiesto e ottenuto dal MoVimento 5 Stelle, per spingere l’amministrazione regionale a riattivare le corse.
Ora è il momento dei fatti. Chiunque abbia responsabilità ha il dovere di far rispettare le norme, di rispettare i diritti dei lavoratori e di garantire un servizio basilare a migliaia di cittadini”.
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