
CAMPOBASSO – “Sicurezza nei posti di lavoro contro le aggressioni al personale dipendente” una proposta legislativa che ha visto impegnata la Uil sul territorio nazionale e in Molise con la raccolta firme davanti ai presidi sanitari ora è legge.
Soddisfazione ovviamente ha espresso la Segretaria generale della UILFPL Molise, Tecla Boccardo, dando seguito alle dichiarazioni nazionali della categoria.
“ll Parlamento – spiegano dalla UILFPL – ha approvato il Disegno di Legge che punisce con la reclusione da 4 a 10 anni (per lesioni gravi) e da 8 a 16 anni (per lesioni gravissime) e con sanzioni da 500 a 5 mila euro chi si rende responsabile di aggressioni verso gli operatori del settore sanitario e socio-sanitario. Non solo, la legge prevede anche protocolli operativi con le forze di polizia per garantire interventi tempestivi e l’istituzione di un “Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie” presso il Ministero della Salute con lo scopo di monitorare gli episodi di violenza ed eventi sentinella che potrebbero degenerare in episodi violenti.
Con la nuova Legge viene inoltre istituita la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari.
Una battaglia vinta insieme ai nostri rappresentanti sindacali sui territori e alle migliaia di lavoratori e lavoratrici che hanno da sempre sostenuto, insieme a noi, la necessità di mettere fine alle violenze e alle aggressioni sui posti di lavoro.”
Prosegue Boccardo: “La battaglia della nostra categoria, condotta anche in Molise, ha ottenuto finalmente uno strumento legislativo per difendere gli operatori.
Mentre lavoravamo su fronte nazionale, a livello locale chiedemmo alla politica e all’Asrem di attivare un monitoraggio e un maggior presidio e controllo delle guardie mediche, spesso confinate in zone periferiche, ma sempre senza un minimo riscontro.
Oggi siamo soddisfatti comunque, perché dopo aver affiancato la battaglia nazionale per ottenere una legge ad hoc, abbiamo anche sensibilizzato a livello territoriale sulla nostra idea di sicurezza per gli operatori della sanità e finalmente un risultato si è raggiunto. Un ottimo risultato!
Conclude la Segretaria: “Ringraziamo chi ha inteso sposare questa causa a livello nazionale, ma purtroppo lo stesso non possiamo fare sul territorio nei confronti di chi dinanzi alle aggressioni e alle nostre sollecitazioni ha voltato la testa, specialmodo quando a subirle sono state donne, spesso sole nelle guardie mediche, vittime anche di violenza e colpevoli “solo” di svolgere la loro missione”.
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