
TRADIZIONE – Ed eccoci ad una tipicità nel modo di pensare di tanti che affonda le proprie origini nella notte dei tempi. Trattasi dei cosiddetti “Giorni della Merla”, ossia il 29, 30 e 31 gennaio, che secondo consolidata mentalità sono, meglio dovrebbero essere i giorni più freddi dell’anno.
Perché mai prevedere e contare su temperature bassissime in tali giornate di fine gennaio, sino ad eleggerli come i giorni più freddi dell’intero anno?
Il tutto deriva da una storiella, appunto niente di scientificamente accertato, di quando la merla era bianca, aveva cioè il candido piumaggio color della neve, e con tale mantello naturale si aggirava nei paesi posandosi sui rami degli alberi, sui davanzali di balconi e finestre o sui tetti delle case alla ricerca di cibo e soprattutto di un riparo dove sfuggire alla morsa delle temperature di fine gennaio, ossia di pieno inverno.
“Un bel mattino del 29, 30 o 31 gennaio, non è dato sapere con maggiore precisione…, -racconta la storiella- una merla tutta bianca si poggia sul tetto di una casa, guardandosi intorno alla ricerca di qualcosa da mangiare. Ha freddo però e deve assolutamente trovare un riparo sicuro, altrimenti è la fine. Scorge a lato il comignolo fumante di un camino e, pensando di trovarvi riparo e caldo, non indugia ad infilarvisi. Scivola così sul fondo del camino e si poggia poco distante da legna e carboni ardenti. Non può posarsi sul fuoco per non bruciare ma continua ad avere sempre tanto freddo, per cui decide d’intrufolarsi tra la cenere e qualche carbone non ardente per riscaldarsi e sopravvivere. Resta lì, nella cenere ancora tipieda, a lungo e solo quando è finalmente riscaldata lascia il camino, liberandosi in volo e riguadagnando la libertà. Non è però più bianca, ma il suo piumaggio è diventato nero dopo aver trascorso tanto tempo a contatto con cenere e carboni spenti ma caldi al punto tale da riscaldarla e salvarla”.
Questa in notevole sintesi la storiella che le nonne raccontavano e che le mamme ancora oggi continuano a trasmettere ai loro piccoli, divertendoli e facendoli sorridere. E’ tutta fantasia? Può darsi, ma …
Tonino Atella
© RIPRODUZIONE RISERVATA













