
CAMPOBASSO – Forestali una vita a protestare davanti il Consiglio regionale.
Centocinquanta lavoratori, pochi per un territorio dissestato e senza alcuna programmazione funzionale alle sue condizioni geologiche e naturalistiche che avrebbe bisogno di uomini e mezzi ben più adeguati al potenziale in organico, che non dovrebbero avere neppure un minuto di sosta per i problemi che appunto il Molise presenta sul versante della loro operatività e che invece si trovano ogni martedì a presidiare disperati il Consiglio o la Giunta regionale perché lavorano poco senza raggiungere quel minimo previdenziale per accedere alla Cassa integrazione e senza soldi perchè i loro stipendi arrivano con il contagocce puntualmente con ritardi di mesi.
Sempre uguali le dichiarazioni degli assessori con la delega alla forestazione: i soldi ci sono, potrebbero esserci ma le autorizzazioni finanziarie assegnazioni e quant’altro da questo ente, dall’Europa eccetera eccettera ostacolano, noi diciamo, la dignità di persone padri di famiglia che devono portare il pane a casa ai loro figli. E così anche oggi lo stesso copione, l’assessore Cavaliere che si affaccia fuori per dare spiegazioni ai lavoratori incavolatissimi e poi ritorna in aula per ripetere noiosamente la sua versione tecnico amministrativa e poi domani chissà cosa succede. Tutto come prima. Smettiamola si faccia un programma serio e concreto e si trovino i soldi in ambito comunitario, nei capitoli specifici delle prossime assegnazioni del Recovery plan quelle risorse che servono alla bonifica di un territorio abbandonato a sé stesso diventato in alcuni punti pericoloso per l’incolumità pubblica per i dissesti naturali in atto e per riconsegnare a questi lavoratori che vivono nella precarietà e nell’incertezza assolute da decenni e ad altri ancora da prevedere in questo settore il diritto di campare.
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