
CAMPOBASSO – Una mozione quella votata all’unanimità dal Consiglio regionale sulla sanità locale che non sia una mozione sic e simpliciter,un atto di facciata che rimane li inevaso nelle sue determinazioni e conseguenzialità nelle carte del Governo regionale, ma che sia un appello finale di una richiesta imprescindibile da qualsiasi riserva politica e amministrativa di aìuto straordinario, da presentare allo Stato per azzerare un debito sanitario insopportabile, pomo di una discordia diventata fortemente sociale e da li ricominciare a riprogrammare insieme a tutte le forze politiche per un nuovo corso che assicuri soprattutto ai cittadini e non al primato della politica, prestazioni sicure e complete soprattutto negli ospedali.
L’ex governatore Iorio dopo l’approvazione della mozione invita le componenti dell’assemblea consiliare di palazzo D’Aimmo ad adoperarsi insieme al Governatore Toma per riconfigurare il Molise nel ripianamento del disavanzo come è stato fatto sin qui per alcune realtà territoriali dove l’intervento dello Stato è avvenuto con un portafoglio pieno di miliardi. Altre strade non se ne intravedono e sembra inutile e avvilente rimuovere ogni giorno risentimenti ed errori del passato esercitando strumentazioni politiche puerili e sterili con i classici “noi l’avevamo detto” mentre il debito aumenta di anno in anno non lasciando spazi e forse scampo alla salute pubblica. Una cosa tuttavia bisognerebbe fare, scegliere almeno gente capace, un gruppo tecnico capace di guidare una struttura sanitaria regionale così difficile onerosa sovraccarica di contraddizioni strutturali professionali piena di carenze organizzative su tutto il territorio e quant’altro senza al di là degli interventi dello Stato. Che ovviamente si chiede si interroga si documenta anche come situazioni quali quelle del Molise diventino impraticabili senza che che si facciano, con quello che si ha, sforzi o nuovi progetti per raddrizzare una corsa incontrollata verso il baratro.
“Le differenze politiche, stavolta, – dice Iorio – non sono state da ostacolo in Consiglio regionale che all’unanimità ha deciso di votare a favore della mozione sulla sanità pubblica firmata da me, Aida Romagnuolo, Salvatore Micone e Gianluca Cefaratti.carenze tcarenze
Una decisione di buon senso che impegna il presidente della Regione, il presidente del Consiglio regionale e lA delegazione parlamentare a chiedere al governo di adottare un Decreto Molise che preveda:
- L’azzeramento del disavanzo e del debito che paralizza la sanità molisana impossibilitata a fornire servizi essenziali di assistenza alla cittadinanza. Non solo Lep ma anche Lea. Adeguamento del trasferimento del FSN da ripartire anche ai sensi dell’art 9 comma 3 legge 42/2009 in attesa di definire i costi standard nazionali della spesa sanitaria.
- Immediata deroga per l’organizzazione della rete dell’emergenza con un DEA di II Livello all’ospedale Cardarelli di Campobasso e di I Livello a Isernia e Termoli;
- Immediata deroga per il reperimento e la contrattualizzazione di personale sanitario anche attraverso uno specifico supporto finanziario;
- Che assegni piena attuazione, per l’applicazione dei suddetti punti, al presidente della Giunta e al Consiglio regionale attraverso l’approvazione di uno specifico Piano programmatico.
Richiesta di aiuto che il governo ha già soddisfatto per altri enti. Basti pensare all’intervento per il risanamento del debito di Roma Capitale che ammontava a 12 miliardi di euro e a Napoli città metropolitana chiede allo Stato di intervenire per il risanamento dei suoi 5 miliardi.
Un commissariamento della sanità molisana che va avanti da 12 anni è la testimonianza che il disavanzo della sanità è un disavanzo strutturale in quanto il Molise, non realizza una economia di scala e non ha mezzi propri per poter integrare la spesa necessaria. Ne deriva che i tagli imposti dai tavoli tecnici, e accettati dai vari commissari ad acta nel corso degli anni, non hanno prodotto l’effetto ipotizzato. Cioè il fenomeno di riduzione dei costi non ha aumentato l’efficienza sanitaria sul territorio regionale ma hanno contribuito ad aumentare e produrre nuovi e continui disservizi aumentando il disavanzo anche attraverso il ricorso alla mobilità passiva.
La situazione in cui versano gli ospedali pubblici e l’intera rete dell’emergenza in Molise richiede dunque interventi straordinari e l’aiuto dello Stato italiano anche in virtù della salvaguardia dei Lea.
Il Consiglio regionale – conclude Iorio -si è pronunciato chiedendo a gran voce quell’aiuto necessario a salvare vite umane. Ed è il primo passo di un cammino su cui ora non si deve abbassare l’attenzione se vogliamo uscire dal baratro.”
G.C.
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