
ISERNIA – Conferenza stampa per illustrare la situazione drammatica in cui versano il Pronto Soccorso e l’Ospedale “Veneziale”.
Questa mattina, venerdì 29 aprile, si è tenuta una conferenza stampa indetta dal dirigente medico del pronto soccorso dell’ospedale “Veneziale” di Isernia, Lucio Pastore, per illustrare la situazione drammatica in cui versano il Pronto Soccorso e l’Ospedale cittadino. Al fianco di Pastore anche l’assessore comunale alla sanità, Francesca Scarabeo, il sindaco di Isernia Piero Castrataro e il dr Giovanni Pulella di Anaao Assomed.
A prendere la parola è stato il dr. Lucio Pastore che ha spiegato i motivi che hanno portato a convocare l’ennesima conferenza stampa per denunciare le anomalie di un sistema che non regge più:
“Siamo alla frutta – ha esordito Lucio Pastore -, siamo nella parte finale della distruzione di questa struttura ospedaliera. In pratica, neanche con i turni aggiuntivi, si riesce più a far regge il sistema. Questo ospedale puo’ vivere solo perché ci sono medici che praticano prestazioni aggiuntive. Se i medici, decidessero di non fare più prestazioni aggiuntive, l’ospedale dovrebbe chiudere da oggi. La drammaticità è dovuta essenzialmente alla mancanza di personale, che determinata una qualità del servizio che, logicamente, non puo’ essere alta. Un insieme di difficoltà strutturali che va dalla gestione dei turni, alla gestione dei trasporti e alla possibilità dell’assistenza. Tutto questo è stato sempre riferito alla direzione aziendale e la politica ne è a conoscenza. La cosa strana è che la politica, nel momento in cui abbiamo posto questo problema, ha detto che vuole costruire un’altro ospedale. Va benissimo! Ma questo ospedale – ha continuato – senza medici, senza personale, a che serve? Deve diventare una cattedrale nel deserto come quello di Venafro, come quella di Larino, come l’ospedale non terminato di Agnone? Devono buttare cemento per fare cosa? Se siamo arrivati a questo punto vuol dire che c’è una responsabilità politica enorme. Noi siamo in commissariamento da 13 anni perché è presente un debito. In questi anni c’è stata la rottamazione di una intera generazione di medici. La cosa strana è che in 13 anni nessuno è andato mai a vedere qual è l’origine di questo debito. Si chiudono ospedali, servizi, diminuisce il personale e il debito permane sempre lì. Perché nessuno vole andare a vedere l’origine del debito? Se non si capisce l’origine del debito non si esce da una situazione di crisi. Allora ci sono volontà politiche che utilizzano il debito, per arrivare al dunque. Il nostro grido d’allarme è che l’ospedale sta per collassare e chiudere. O si prenderanno decisioni chiare, drastiche e rapide – ha concluso Pastore – oppure la situazione scoppierà in tempi brevi”.
Anche il sindaco Piero Castrataro ha voluto rilasciare una breve dichiarazione nella circostanza:
“I gridi d’allarme – ha affermato Piero Castrataro – ormai si sprecano e forse è scaduto il tempo. Bisogna agire, ci vogliono delle soluzioni drastiche. Sappiamo che è difficile far arrivare qui dei medici ed evidentemente dobbiamo inventarci qualcos’altro, ma questo spetta al commissario alla sanità che al dg Asrem. Non possiamo – ha continuato – mettere a repentaglio la vita delle persone che arrivano in Pronto Soccorso e non possiamo continuare a stressare le persone che lavorano qui e che fanno turni massacranti per garantire il servizio. Dobbiamo rimboccarci le maniche – ha concluso – e noi siamo disponibili a fare la nostra parte come istituzione, ma è a Regione che deve risolvere il problema andando a Roma al ministero a chiedere un operazione straordinaria”.
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